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La rappresentazione cartografica della successione continentale pliocenico-quaternaria delle aree collinari piemontesi nel Progetto CARG

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 22(1), 2009, 83-94
Autore/i:
Maria Gabriella FORNO, Gianfranco FIORASO & Paola BOANO
Abstract:

Precedentemente all'avvio del Progetto CARG, la rappresentazione dei sedimenti continentali plio-quaternari nelle aree collinari piemontesi è stata per lo più trascurata in relazione alle difficoltà insite nell'individuazione e nell’interpretazione dei depositi, che risultano conservati per lo più in lembi relitti discontinui e di esiguo spessore. A ostacolare ulteriormente la cartografia e l’interpretazione delle successioni si aggiungono la scarsità di affioramenti significativi, l’espressione morfologica dei sedimenti, spesso di difficile lettura, e la diffusione delle discontinuità erosionali, che hanno suggerito il ricorso alle unità a limiti inconformi (Unconformity Bounded Stratigraphic Units; UBSU). Notevoli difficoltà di rappresentazione sono infine causate dalla diffusione dei prodotti colluviali derivanti dalla rielaborazione dei diversi termini della successione, dall’estensione degli accumuli di frana e dalla convergenza di facies che mostrano alcuni termini quaternari sia rispetto ai sottostanti sedimenti marini, sia nei confronti dei sovrastanti prodotti colluviali. In occasione della realizzazione dei Fogli "Trino" e "Torino Est" del Progetto CARG, per la cartografia della successione continentale quaternaria sono state utilizzate le unità a limiti inconformi: la presenza di diversi corpi sedimentari sovrapposti, separati da evidenti discontinuità erosionali, e la necessità di distinguere i depositi provenienti dai rispettivi bacini di alimentazione hanno imposto l'introduzione di legende piuttosto articolate, a scapito di una più immediata lettura dei documenti cartografici. Particolarmente complessa è risultata la rappresentazione cartografica nelle aree in cui sono presenti diverse unità sedimentarie affioranti in uno spazio ristretto, separate da importanti discontinuità erosionali. Nonostante le difficoltà interpretative, va tuttavia segnalata l’importanza che i depositi continentali rivestono nella ricostruzione della storia geologica recente: la sensibile deformazione dei rilievi è infatti suggerita dall'anomala distribuzione altimetrica di questi sedimenti, indotta dall’evoluzione pliocenico-quaternaria di importanti strutture tettoniche preesistenti o di neoformazione e dal sollevamento differenziale che ha interessato le differenti aree collinari. Un aspetto spesso non risolto è invece quello legato alla difficoltà nell’individuazione di elementi cronologici di riferimento, che nelle aree collinari piemontesi è in genere basata esclusivamente su criteri pedostratigrafici: l’unica eccezione è costituita dai sedimenti deltizi "villafranchiani", riccamente fossiliferi, per i quali si è potuta proporre una più precisa attribuzione cronologica.

Before the CARG project, the plio-quaternary continental succession of Piedmont hilly area was prevalently omitted by a geological map. The continental deposits are, in fact, difficult to identify and to interpret because of their preservation in discontinuous relicts which are slightly thick. In detail, the scarcity of significant outcrops, the ambiguous morphological expression and the numerous erosional discontinuities further handicap the cartography and the interpretation of successions. The diffusion of discontinuities implies the use of Unconformity Boundary Stratigraphic Units. The widespread colluvium, connected with the reworking of different terms of succession, and the frequent landslides create further remarkable problems of mapping. The convergence of some quaternary terms with the later marine units or with the recent colluvium, further complicates the cartography. During the mapping of the “Trino” and “Torino Est” sheets of the CARG project the Unconformity Bounded Stratigraphic Units (UBSU) are used for mapping the quaternary continental succession. The presence of some superimposed sedimentary bodies, separated by evident erosional discontinuities, and the necessary differentiation of various alimentation basins impose to introduce an articulate legend, to the detriment of un immediate understanding of maps. The fluvial succession connected with an ancient trend of the Po River (paleoPo) is described in the southern slope of the Torino Hill. The fluvial terraced succession connected to ancient alpine watercourses (paleoDora Riparia, paleoStura di Lanzo, paleoOrco and paleoDora Baltea) is instead mapped on the western and northern slopes. Both the successions are strongly uplifted. The sediments connected with ancient tributary watercourses are also represented, in both the areas, and distinguished from the current fluvial sediments. The cartography of succession in areas of distribution of different sedimentary units outcropping in a small sector, separated by erosional discontinuities, was particularly complex. A part from the interpretative difficulties, the importance of continental deposits is pointed out in order to reconstruct the recent geological history: the anomalous altimetrical distribution suggests a remarkable deformation of the hilly area, connected with the evolution of important pre-existent or new tectonic structures and with the differential uplift of the different areas. The difficulty in the individuation of chronological elements in the sediments, often only of pedostratigraphic nature, represents an unresolved aspect. The only exception is the fossiliferous villafranchian succession that allows a detailed chronological reference.

Abstract (PDF)

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