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Travertine versus Calcareous tufa: distinctive petrologic features and stable isotopes signatures

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 21(1B), 2008, 125-136
Autore/i:
Anna GANDIN & Enrico CAPEZZUOLI
Abstract:

Terrestrial limestones, mainly deposited as calcite crusts by carbonate-rich waters flowing in subaerial settings, originate from warmto-hot waters of hydrothermal provenance (travertines) or from cool waters of karstic derivation (calcareous tufa). The two groups of concretionary carbonates are actively forming in different geomorphologic settings such as cool-water springs and fluvial valleys, or in the surroundings of the emergence of thermal springs. Fossil remains of these rocks are frequently found in calcareous areas as well as in areas where carbonate rocks are not exposed. However the recognition on the field of their genetic derivation when connections with the feeding source are no more evident, is often uncertain since the definition of the specific litofacies are not yet completely elucidated.
The detailed analysis of the lithofacies of calcareous tufa and travertines as well as the critical elaboration of existing geochemical data, shows that the petrologic features and stable isotopic signatures reflect the contrasting environmental conditions of deposition deriving from physico-chemical properties of the feeding waters that, although mostly of meteoric provenance, experienced different circulation/recharge history.
Travertines are well bedded, often finely laminated compact limestones, composed in the proximal part of the thermal system by peculiar crystalline crusts and in the distal part by bacterial/cyanobacterial laminites often associated with thin crystalline crusts, lenses of calcified-bubbles and paper-thin rafts.
In this system the carbonate deposition mainly derives from intense outgassing of the emerging supersaturated waters, and evaporation, concomitant with the rapid drop in temperature along the drainage network.
Travertine mineral content originates in deep geothermal/hydrothermal conditions where hot waters charged with HCO3 - of meteoric and hypogean derivation, are able to dissolve high quantities of carbonate and/or evaporitic bedrock. The circulation of hot waters, allowed by open fractures/faults is ultimately controlled by extensional tectonics.
Calcareous tufa are poorly bedded, porous/chalky deposits containing frequent remains of macrophytes and invertebrates. They are made up of dominantly microcrystalline calcite of abiotic and biotic precipitation, forming phytohermal, stromatolitic or phytoclastic facies. It is commonly found in fluvial/palustrine depositional systems fed by carbonate-rich waters mostly deriving from karstic springs. The carbonate deposition deriving from mainly mechanical (vaporization/evaporation) and less significant biologic removal of CO2 from flowing or standing waters, results to be controlled by the availability of meteoric water and ultimately by local and/or global climatic conditions.
The comparison of petrofacies and the critical elaboration of the related stable isotopic signatures of deposits still connected with the parent water and source systems, provide criteria for the univocal lithologic identification of their fossil counterparts so that the mainly climate-controlled Calcareous Tufa and the mainly tectonics-controlled Travertines can be easily detected even on the field.

Tra i carbonati continentali sono compresi i sedimenti prevalentemente formati da croste calcaree derivati da acque dolci scorrenti ricche in carbonato di calcio. In base alle caratteristiche fisiche di queste acque, è possibile distinguere i depositi originati da acque “calde” di provenienza idrotermale (travertini) da quelli precipitati da acque “fredde” di derivazione carsica (calcareous tufa). Questi due gruppi di calcari concrezionari sono caratteristici di sistemi deposizionali e geomorfologici molto differenti: sorgenti termali i primi, ambienti fluvio-palustri i secondi.
Affioramenti fossili di questi depositi si trovano comunemente, ma il riconoscimento sul terreno della loro derivazione genetica è spesso incerta a causa dell'assenza di una precisa definizione specifica delle relative litofacies. L'analisi dettagliata delle litofacies dei travertini e dei calcareous tufa e la contemporanea elaborazione critica dei dati geochimici ricavati dalla letteratura mostra che le loro caratteristiche petrologiche e isotopiche riflettono le caratteristiche fisico-chimiche delle acque di origine le quali, anche se hanno la stessa derivazione meteorica, testimoniano di una differente ricarica e circolazione idrogeologica. I travertini sono carbonati compatti, ben stratificati e in genere fittamente laminati. Essi si originano esclusivamente nelle vicinanze di sistemi idrotermali. Nella zone prossimali la fuoriuscita e lo scorrimento di acque calde sovrassature in carbonato di calcio determina la formazione di peculiari croste cristalline, mentre nelle porzioni più distali divengono predominanti le lamine batteriali/cianobatteriali spesso associate con sottili lamine cristalline, lenti di bolle gassose incrostate e impronte di vegetali. Gli alti tassi di accrescimento dei travertini sono condizionati dal veloce degassamento delle acque supersature e dall'evaporazione.
Il contenuto minerale delle acque riflette la natura delle condizioni idrotermali/geotermali nelle quali acquisiscono calore durante il loro percorso profondo. La temperatura di queste acque, ricche di HCO3 - di derivazione meteorica o anche magmatica, infatti, permette la dissoluzione di grandi quantità di carbonati o solfati contenuti nelle rocce del substrato. La loro circolazione, intimamente connessa alla presenza di faglie/fratture beanti, è strettamente controllata dalla tettonica principalmente di tipo estensionale.
I calcareous tufa sono depositi generalmente porosi e scarsamente stratificati, contenenti abbondanti tracce di macrofite e invertebrati. Essi sono composti principalmente da calcite microcristallina di precipitazione abiotica e biotica che forma facies fitoermali, stromatolitica o fitoclastica caratteristiche di ambienti deposizionali fluvio-palustri con acque carbonatate derivanti da sistemi carsici. La deposizione, in genere lenta e con bassi tassi di accrescimento, è principalmente controllata dalla rimozione meccanica (vaporizzazione/evaporazione) e biologica (fotosintetica) della CO2 da acque scorrenti o stagnanti. Tale processo risulta ovviamente condizionato dalla disponibilità di acqua meteorica e, di conseguenza, dalle condizioni climatiche.
Il confronto delle diverse petrofacies e l'elaborazione critica dei relativi contenuti isotopici derivati da depositi ancora connessi con le loro acque madri, fornisce un criterio per un'univoca identificazione litologica dei depositi fossili. In tal modo i calcareous tufa ed i travertini possono essere facilmente riconosciuti anche sul terreno, allo scopo di discernere quelle strette relazioni con il clima (calcareous tufa) e con la tettonica (travertini) che li caratterizza e che li ha posti al centro della ricerca internazionale nell'ultimo decennio.

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