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Definizione composizionale delle “argille ceramiche” presenti nella Sicilia Nord-Occidentale: inquadramento geologico e ricadute di carattere archeometrico

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 19(2), 2006, 279-298
Autore/i:
G. MONTANA, A. CARUSO, A.T. LAVORE, A.M. POLITO & A. SULLI
Abstract:

Il presente studio intende fornire un primo contributo alla caratterizzazione composizionale e tecnologica dei depositi argillosi ubicati nella Sicilia nord-occidentale, riferibili a ben precise unità stratigrafiche, per i quali è stato dimostrato, o è stato quantomeno ipotizzato, lo sfruttamento, nei secoli passati, come materia prima da impiegare nel processo di manifattura ceramica. Pertanto, le argille studiate sono state selezionate sulla base di evidenze geologiche, ma, al tempo stesso, anche archeologiche e etnografiche, ponendo un’attenzione maggiore su quei materiali che, anche grazie alle loro qualità specifiche, siano stati maggiormente apprezzati ed utilizzati nella tradizione ceramica locale. La caratterizzazione composizionale delle argille oggetto di studio è stata fatta con l’obiettivo di iniziare a costruire una banca dati che possa essere in un futuro prossimo funzionale e decisiva per l’identificazione dei cosiddetti “gruppi di riferimento” nei più importanti contesti archeologici presenti nell’area studiata, per cui è stata dimostrata (ritrovamento di fornaci e altre strutture connesse alla manifattura), ovvero ipotizzata la localizzazione di un centro produttivo.
Un certo numero di campioni rappresentativi (46) è stato prelevato dalle quattro formazioni contenenti argille, che affiorano nella Sicilia nord-occidentale considerabili almeno potenzialmente idonee alla manifattura ceramica,: 1) Argille di Ficarazzi (Pleistocene); 2) Formazione Terravecchia (Miocene superiore); 3) Flysch Numidico (Oligocene superiore - Miocene inferiore) 4) Argille Varicolori (Cretaceo superiore - Oligocene inferiore). Innanzitutto i sopraccitati materiali sono stati attentamente descritti dal punto di vista geologico e biostratigrafico, quindi sono state determinate, discusse e confrontate le caratteristiche tessiturali (distribuzione granulometrica), mineralogiche (analisi per diffrattometria a raggi X) e chimiche (analisi per fluorescenza a raggi X). Inoltre, per due tipologie di materiale, per cui è già stato dimostrato l’utilizzo ceramico in importanti casi di studio di interesse archeologico e storico (Argille di Ficarazzi e Formazione Terravecchia), è stato simulato in laboratorio un ciclo produttivo completo (impasto e cottura). Questo con l’obiettivo di determinare parametri specifici come il comportamento plastico, ritiro lineare e colore in seguito ad essiccamento e cottura, caratteristiche tessiturali e composizionali rilevabili dall’esame di sezioni sottili al microscopio polarizzatore. Tutti questi parametri possono, infatti, essere utilizzati per ricostruire il livello tecnico degli antichi cicli produttivi (eventuali trattamenti preliminari, procedure di lavorazione e condizioni di cottura) e per la determinazione di provenienza di reperti di dubbia attribuzione. Infine, con l’intento di avere una prima verifica di questo approccio, è stato effettuato un confronto petrografico e chimico tra le argille mioceniche e pleistoceniche, ossia le presunte materie prime, ed alcune classi di manufatti ceramici prodotti localmente in varie epoche, dall’età arcaica a quella classico ellenistica e persino nel periodo barocco. I risultati ottenuti sono accettabili ed incoraggiano il proseguimento della ricerca.

This paper deals with the compositional and technological characterization of clayey materials, belonging to specific stratigraphic units, which are suspected to have been exploited (in the past centuries) for the traditional ceramic manufacture in north-western Sicily. The studied clays were selected on the basis of geological, archaeological and ethnographic evidences testifying, in several cases, a longestablished use for local ceramic manufacture. The compositional characterization of raw clays has been used to start off a date base which should be functional for the identification of “reference groups” in several archaeological contexts localized in the studied area which are considered to be production centres.
A number of representative samples (46) was collected from different clayey Formations cropping out in north-western Sicily: 1) Ficarazzi Clays (Pleistocene); 2) Terravecchia Formation (Upper Miocene); 3) Flysch Numidico (Upper Oligocene - Lower Miocene) 4) Argille Varicolori (Upper Cretaceous - Lower Oligocene). In a first phase, these materials were carefully described from a geological and stratigraphic point of view. After that, textural (grain size distribution), mineralogical (XRD) and chemical (XRF) characteristics of the clay samples were carried out and discussed. Experimental mouldings and firings on two selected clay types from the above mentioned units, already documented to have been used as raw materials in several archaeological and historical important case studies, were also performed. This has been made in order to simulate a production cycle and to recognize some specific parameters such as plastic behaviour, linear shrinkage, colour and petrographical appearance in thin section under the polarizing microscope. These parameters can be directly used to infer ancient manufacture techniques and firing conditions as well as for provenance determination of doubtful attributed archaeological artefact. For testing out this approach an exemplificative compositional comparison between the Miocene and Pleistocene clays (the believed raw materials) and some ceramic class locally produced during Archaic and Classic- Hellenistic age or even in Baroque period has been made. Acceptable results have been obtained which encourage us to pursue this research.

Abstract (PDF)

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