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Studio integrato fito-geomorfologico di un sistema di rocce montonate serpentinitiche (Campagneda, Alpi Retiche, Sondrio)

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 18(2), 2005, 69-86
Autore/i:
Gilberto PAROLO, Alberto CARTON & Augusto PIROLA
Abstract:

Scopo di questo lavoro è l’identificazione di relazioni ripetibili tra le geoforme e le comunità vegetali, al fine di sviluppare indicatori vegetazionali di forme del paesaggio e dei processi geomorfologici che le interessano. L’area di studio è localizzata nella fascia boreale superiore in Val Malenco (provincia di Sondrio, Alpi Retiche). Il gruppo di rocce montonate è scolpito su un substrato serpentinitico del Mesozoico ed è marginato da una serie di depositi glaciali, espressione di tre piccoli apparati morenici frontali riconducibili alle fasi stadiali tardiglaciali.
Diciannove rilievi fitosociologici, analizzati con il programma SYN-TAX 2000 sono risultati ripartiti in 5 gruppi distinti. Indici di ricchezza e di diversità specifica (Shannon-Weaver: H = -Σi pi ln pi), di dominanza (Simpson: λ = Σi pi2) e di equitabilità (Pielou: J = H / Hmax, dove Hmax = ln n° individui) sono stati calcolati per ciascuno dei popolamenti rilevati con l’intento di dedurre informazioni sulla loro stabilità ecologica ed organizzazione strutturale.
La datazione dei depositi glaciali posti a contatto e a margine delle rocce montonate, effettuata mediante il calcolo dell’innalzamento del limite delle nevi, ha permesso di attribuire, al substrato su cui sono scolpite le rocce montonate, un’età superiore ai 13.000 anni B.P. La distribuzione e la variabilità delle fitocenosi sono collegate alla esistenza di condizioni ambientali diversificate, correlate con l’andamento morfologico del substrato, che influenza la disponibilità idrica dei suoli, la distribuzione della copertura nevosa e gli effetti legati al vento. Le comunità vegetali sono dinamicamente stabilizzate dalle condizioni climatiche ed edafiche estremamente selettive.
Tuttavia processi di ringiovanimento edafico innescano regressioni dinamiche nelle comunità vegetali, verificatisi probabilmente in occasione di manifestazioni meteorologiche intense, oppure in relazione alle profonde sollecitazioni meccaniche generate dai processi crio e/o termoclastici a cui sono sottoposti i substrati. Si può comunque ipotizzare una potenzialità della vegetazione diretta, a lungo termine, verso la formazione di una brughiera extrasilvatica a rododendro (Rhododendretum ferruginei). Infine, la distribuzione a mosaico delle comunità vegetali, relazionabile alla presenza di microhabitat ripetitivi e collegati potenzialmente da relazioni seriali o catenali, evidenzia la possibilità di considerare il sistema di rocce montonate in oggetto un geosigmeto.

The aim of this work is to identify repeatable linkages between landforms and diagnostic features of the vegetation, as a preliminary step in the development of phytoindicators for geomorphological forms and processes. The study area is located in the upper boreal belt of the Malenco Valley (Sondrio Province, Rhaetian Alps). The roches moutonnées consist of Mesozoic serpentinitic substratum and are surrounded by a sequence of glacial deposits. This sequence represents the expression of three little terminal morainic ridges, belonging to the Late Glacial Age.
SYN-TAX 2000 was used to analyse 19 phytosociological relevés; a cluster analysis (group average, similarity ratio) and a metrical ordination (PCoA, Chord distance), applied to all the relevés, pointed out the presence of 5 distinct groups.
Richness and diversity indexes (Shannon-Weaver index: H = -Σi pi ln pi), dominance (Simpson index: λ = Σi pi2) and evenness (Pielou index: J = H / Hmax, where Hmax = ln n° individuals) have been calculated for all the plant communities, to look into their ecological stability and structural composition.
We estimated the age of the glacial deposits, that surround the roches moutonnées, by using the raising of the equilibrium line altitude.
This allowed to attribute more than 13.000 years B.P. to the substratum of the roches moutonnées. The distribution and variability of the phytocoenoses are linked to the existence of different environmental conditions, depending on geomorphological processes and forms of relief, that influence the water availability in the substratum, the snow cover and the wind effects. The extremely severe climatic and edaphic conditions stop the dynamic of the both plant communities of summits and interposed depressions. Nevertheless processes of edaphic rejuvenation promote regressive events in the vegetation cover; this is probably related to intense meteorological processes or depends on deep mechanical stresses caused by cryo- and/or termoclastic processes, that affect the substrata. We can, however, suppose that the potential expression of the vegetation could lead, in the long term, to acidocline alpenrose heaths (Rhododendretum ferruginei). Because of the mosaic distribution of plant communities, related to the repetitive presence of microhabitat and potentially linked by catenal and seral relationships, the roches moutonnées system can be considered a geosigmetum.

Abstract (PDF)

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