On the relation between extensive peat bed and climate fluctuation during the last glacial in Venice

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 24 - Extended abstract, 69-70
Autore/i:
Massimo ZECCHIN, Mauro CAFFAU & Luigi TOSI
Abstract:

Core and seismic data from the Venice lagoon area allow a detailed investigation of the Late Pleistocene continentalsuccession accumulated during the last glacial. These deposits consist of an aggrading alluvial plain, some tens ofmetres thick, which is locally incised by river channels, while both patchy and continuous peat layers complete thesuccession. One of these peat layers (P1), up to 1 m thick, is well recognizable in the whole lagoon area in both coresand seismic lines. 14C datings of P1 reveal an age ranging between 22 and 24 cal ka B.P., confirming its lateralcontinuity. All these elements suggest that P1 developed after an episode of marked moisture and large scale cut-off ofterrigenous sediment, probably due to enhanced arboreal vegetation cover, leading to the establishment of generalizedpaludal conditions during the Laugerie interstadial. The present evidence may integrate the current knowledge toestablish a correlation between cycles recorded in fully continental deposits and those recognizable in ice cores andmarine successions.

Dati sismici e di carota dall’area della laguna di Venezia permettono uno studio dettagliato della successionecontinentale tardo pleistocenica accumulatasi durante l’ultimo glaciale. Questi depositi consistono in una pianaalluvionale aggradante, spessa alcune decine di metri, che localmente è incisa da canali fluviali, mentre livelli di torbasia continui che discontinui completano la successione. Uno di questi livelli di torba (P1), spesso fino ad 1 m, è benriconoscibile nell’intera area lagunare sia con carote che con linee sismiche. Datazioni con 14C del livello P1 rivelanoun’età compresa tra 22 e 24 ka B.P. calibrati, confermando la sua continuità laterale. Tutti questi elementi suggerisconoche il livello P1 si sia sviluppato in seguito ad un episodio marcatamente umido accompagnato da una diminuzione diapporto sedimentario a larga scala, probabilmente dovuta ad un aumento della copertura arborea, che ha dato luogoall’instaurarsi di generalizzate condizioni palustri durante l’interstadiale Laugerie. La presente evidenza può integrarel’odierna conoscenza per stabilire una correlazione tra cicli registrati in depositi continentali e quelli registrati in carote dighiaccio ed in successioni marine.

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