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Stratigrafia e paleogeografia del “lacus timavi” (Friuli Venezia Giulia)

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 22(2), 2009, 157-170
Autore/i:
Ruggero MAROCCO & Romana MELIS
Abstract:

E’ stato condotto uno studio lito-biostratigrafico sull’immediato sottosuolo del Lisert (Monfalcone), un area paludosa posta alle pendici del Carso in prossimità delle foci del Timavo, ricca di testimonianze della presenza Romana. Scopo della ricerca è la ricostruzione paleogeografia del territorio che studi precedenti hanno solamente tratteggiato, a partire dall’Olocene fino all’insediamento romano, testimoniato da numerosi siti archeologici e da diverse citazioni letterarie (Insulae Clarae, Lacus Timavi, ecc..). Le successioni stratigrafiche individuate nei diversi sondaggi analizzati indicano che almeno a partire da 4370 ÷ 4220 anni a.C. il territorio dell’attuale Lisert era ricoperto da un’ampia laguna che inglobava i rilievi calcarei delle Insulae Clarae (oggi spianati) e si estendeva anche a sud delle stesse per alcuni chilometri. Successivamente si è verificata una trasgressione che ha determinato un progressivo ampliamento del bacino lagunare interno e nel contempo una probabile diversione fluviale ha portato all’emersione dell’area a sud delle Insulae. Ai margini di questo bacino, nelle aree sabbiose-pelitiche vegetate, si segnala l’esclusiva presenza di Ammoscalaria runiana (HERONALLEN & EARLAND), piccolo foraminifero agglutinante che vive attualmente nelle piane fangose delle alte latitudini europee e che non è stato segnalato in Adriatico. In epoca romana l’ambiente paralico-lagunare si manteneva all’interno del Lisert e recuperava i margini meridionali delle Insulae Clarae. Questa configurazione meridionale della costa probabilmente è stata determinata dalla presenza immediatamente ad ovest della foce di un ramo progradante dell’Isonzo. I depositi paralici della piana del Lisert rientrano nell’ampio intervallo di variabilità della curva profondità-età di tutti gli altri analoghi depositi datati lungo la costa veneto-friulana. Sulla base di questo unico dato non è possibile definire con precisione il contributo dei movimenti verticali del suolo nella determinazione dell’evoluzione costiera dell’agro monfalconese, anche se ci sono forti indizi di una certa attività tettonica.

A litho-biostratigraphic study of the immediate subsoil of Lisert area (Monfalcone) has been carried out. This marshy area, located at the foot of the Karst near the mouth of the Timavo river, is rich in evidence of the Roman culture. This research focuses on the paleogeographic reconstruction of the territory that previous studies have only outlined, starting from the Holocene until the Roman settlement, testified by numerous archaeological sites and several literary quotations (Insulae Clarae, Lacus Timavi, etc. ..). The stratigraphic sequence identified in different analyzed cores, reveals that at least from 4370 ÷ 4220 yrs B.C. the Lisert territory was covered by a large lagoon which incorporates the Insulae Clarae limestone outcrops (now smooth) and also extended to the south of the same for several kilometres. Subsequently there was a transgression that led to a progressive widening of the lagoon basin, but at the same time a probable river diversion has led to the emergence of south Insulae. The marginal vegetate settings of this basin, characterized by sandy-pelite sediments, include the exclusive presence of Ammoscalaria ruinana (HERON-ALLEN & EARLAND), little agglutinated foraminifer that currently lives in the European high-latitude mud flats and has not been reported in the Adriatic Sea. In the Roman period the lagoon environment had gradually expanded toward the southern margins of Insulae Clarae. This configuration of the southern coast was probably determined by the immediate west occurrence of the mouth of an Isonzo river branch. The paralic deposits of the Lisert plain fall into the range of variability of the depth - age curve of all the other similar dated deposits located along the Venetian-Friulian coast. This makes it impossible to define the contribution of tectonics in the determination of the coastal field of Monfalcone, although there are strong indications of its activity.

Abstract (PDF)

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