iten

Insediamenti umani in un paesaggio in evoluzione: interazione uomo-ambiente nella Piana di Sibari (Calabria ionica)

1487 download

Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 22(1), 2009, 61-72
Autore/i:
Piero BELLOTTI, Claudio CAPUTO, Pier Luigi DALL’AGLIO, Lina DAVOLI & Kevin FERRARI
Abstract:

La Piana di Sibari è ubicata sulla costa ionica della Calabria in un’area dalla tettonica complessa e tuttora attiva. La sua recente evoluzione geologica è stata guidata dai tassi di subsidenza e di risalita eustatica del livello marino nonché da quelli degli apporti fluviali, in particolare dei fiumi Crati e Coscile. Durante l’Olocene l’area si è trasformata, attraverso ripetute fasi di progradazione, da un’articolata insenatura ad una piana costiero/deltizia con sviluppo di aree lagunari/palustri la cui persistenza è stata favorita dai forti tassi di subsidenza. L’area è oggi caratterizzata dal delta del F. Crati, che mostra una conformazione bialare cuspidata, e da una serie di conoidi di deiezione che ne listano il margine interno. Già nel Neolitico inferiore, in località Favella della Corte, era presente un insediamento sulla sommità di un terrazzo le cui scarpate costituivano una ripa al cui piede si stendeva una spiaggia. Il F. Crati sfociava in mare circa 5-6 km più ad ovest dell’attuale linea di riva e circa 2 km più a sud dell’attuale corso. Il villaggio di Favella della Corte, ampio circa 40000 m2, risulta frequentato nel Neolitico antico e recente, ma non in quello medio quando iniziarono invece ad essere frequentate alcune grotte del circondario. Con il passaggio all’Eneolitico viene invece totalmente abbandonato e, fino all’Età arcaica, mancano insediamenti in prossimità della costa. In epoca arcaica il paesaggio appare diverso. Tra i corsi dei fiumi Crati e Coscile, su un cordone dunare ad andamento meridiano che bordava un’area lagunare, venne fondata la città di Sybaris. Il F. Crati aveva spostato lentamente il suo corso verso nord di quasi 3 km sfociando temporaneamente anche nell’area lagunare di Sybaris e, a causa anche di una variazione climatica in senso fresco-umido, esondò ripetutamente e consistentemente favorendo anche la progradazione della foce di almeno 2 km. Il popolamento era in gran parte concentrato nella metropoli achea al riparo dalle piene per la sua posizione e per le imponenti opere di bonifica e regimazione dei fiumi. Nel 510 a.C. una guerra con Crotone portò alla distruzione della città e alla perdita del controllo idraulico dell’area e per i sessanta anni successivi manca ogni documentazione archeologica relativa alla frequentazione della piana. Tra il 2400 e il 1400 BP il paesaggio muta ancora. Il miglioramento climatico, che perdurò fino alla fase calda romana potrebbe aver diminuito gli eventi alluvionali ed essere concausa della riduzione dei tassi di progradazione della foce del F. Crati e anche della ridotta distanza esistente tra i beach ridges attribuiti a questo periodo. Nel 444÷3 a.C. viene fondata una nuova città (Thurii) in parziale sovrapposizione con la distrutta Sybaris. Questo testimonia come la zona, nonostante la situazione climatica non fosse ancora tornata favorevole, fosse nuovamente in stato di sicurezza idraulica. Il popolamento si distribuisce tra il centro abitato (chiamato Copia dopo la conquista romana) e una serie di fattorie e ville. Durante la conflittualità punica gli insediamenti della piana di Sibari entrarono in sofferenza e l’area urbana si ridusse. Intorno al 1800 BP il nuovo peggioramento climatico potrebbe aver incrementato gli eventi alluvionali favorendo il progressivo riempimento della laguna già in parte usata come porto. La città entra gradualmente in crisi e intorno al VI secolo d.C. (1400 BP) viene abbandonata. Il popolamento si attesta in zone collinari, meglio difendibili, e cessa il controllo territoriale della pianura. Nell’Alto Medioevo e soprattutto nel Rinascimento la zona divenne paludosa e inospitale. Le foci dei fiumi Crati e Coscile, confluirono e si separarono alternativamente testimoniando l’intenso disordine idrico che afflisse l’area per lungo tempo. A partire dall’Alto Medioevo la pianura non presenta più insediamenti di qualche rilievo e anche le frequentazioni agricole cessarono in coincidenza della Little Ice Age. L’opera di sistemazione idraulica iniziò nel 1882 e si sviluppò dopo il 1930; oggi l’ala settentrionale presenta numerose strutture insediative mentre il litorale dell’ala meridionale è ancor’oggi poco antropizzato La storia della Sibarite mostra come l’evoluzione geomorfologica e quella del popolamento nella Piana di Sibari, siano strettamente correlate. Si evidenzia, dunque, che un ambiente molto dinamico risulta abitabile e controllabile dall’uomo in epoche di relativa stabilità dal punto di vista politico ed economico e quando è presente un potere centrale in grado di coordinare gli sforzi in vista della realizzazione e della successiva manutenzione di infrastrutture per la bonifica e il controllo idrico.

The Sybaris Plain faces the Ionian coast of Calabria in an area characterised by a complex and active tectonics. The landscape evolution has been driven by the rates of glacio-eustatic sea level rise, by subsidence and bed-load fluvial discharge mainly of the Crati and Coscile rivers. During Holocene – through several progradation phases – the area switched from a wide embayment into a coastal/delta plain with growth of lagoon/marsh areas, whose persistence due to by high subsidence rates caused by sediment compaction. The present delta plain of the Crati River appears cuspate and double-winged. Morphological evidences observed show that the southern wing was built mainly by repeated and notable floods of the Crati River responsible for burial of beach ridges and filling of coastal ponds. Conversely, the northern wing, bordered at its inner edge by the wide Torrente Raganello alluvial fan, grew mainly by the action of the Coscile River filling large barrier-lagoon systems. Already during the early Neolithic (about 7000 BP) settlements at Favella della Corte a settlement was placed on the top of a terrace whose scarps formed a cliff, at its foot bordered by a beach. The Crati River flowed into the sea at about 5-6 km more to the east of the present shoreline and about 2 km more to the south of the present course. The mouth area prograded more than the northern one fed by the Coscile River characterised by a reduced solid discharge. The Favella della Corte village, about 40000 m2 large, was inhabited during the early and recent Neolithic, with an abandonment period during middle Neolithic when some caves of the surroundings started being used. Entering the Eneolithic, the village was completely abandoned. Up to Archaic times settlements close to the coast are lacking. The scenery changed considerably during the Archaic Age. Between the Crati and Coscile rivers the town of Sybaris was built on a NS trending beach ridge, which was bordering a lagoon area. The Crati River slowly migrated northwards for nearly 3 km debouching temporarily into the Sybaris lagoon. Also because of changes towards cool-moist climatic conditions, the Crati River flooded considerably and repeatedly. Moreover, the strong fluvial activity allowed the progradation of the mouth for 2 km at least. Peopling concentraarcheoted mainly in the big Achaean metropolis. From a hydraulic viewpoint, the Crati plain became object of an impressive reorganisation work with land reclamation and river management. In 510 BC a war with Krotonians caused the destruction of the town and the end of main villages. The following sixty years are lacking in archaeological evidences of peopling in the plain. From 2400 to 1400 BP the landscape changed again. A period of climatic improvement leading to the warm Roman stage, might have reduced flood events caused a slow and small progradation of the Crati River mouth, and originated new and closer-drawn beach ridges. In 444/443 BC a new town (Thurii) was built, partly over the former Sybaris. This shows how, even though the climatic situation wasn’t turned favourable yet, that area covered by recent floods, and the whole Sybaris Plain were safe again. Peopling distributed in a centre and in a series of farms spread over the whole region, thanks to the Romanization process, started during the 2nd century BC. This process also changed the town of Thurii into the colony of Copia. During the Punic wars all settlements of the Sybaris Plain suffered a backslash and the urban area underwent a narrowing. About 1800 BP the new climatic deterioration might have increased flood events favouring a gradual filling up of the lagoon already partly used as a harbour. At the end of this period the town gradually entered in the middle of a crisis. Government intervention decreased and about 1400 BP Copia was abandoned. Peopling consolidated on the easier-to-defend hills and terraced areas, and so the territorial control of the plain ceased. The climatic deterioration of the Early Middle Ages and mainly of the Renaissance brought the area to become marshy and inhabitable. The mouths of Crati and Coscile rivers underwent frequent changes, in turns dividing and joining again; this shows the high hydraulic disorder, which affected for a long while the region. Starting from the Early Middle Ages the plain didn’t had important centres; some evidence of few presence for agricultural purpose existed until the 12th century but, coinciding with the Little Ice Age, this presence stopped. Still in the 19th century the Sybaris Plain was described as a malarial land, marshy and subject to hydraulic disorder. The hydraulic land rehabilitation started in 1882 and developed after 1930. Today the northern wing of the Crati River shows several settlements, while these are very scarce along the southern one. The history of the Sybaris Plain shows how geomorphologic and peopling evolution are strictly correlated. Therefore it turns out how a very dynamic environment becomes habitable and controlled by man during epochs of relative political and economic stability. This occurs also when a central authority exists, able to co-ordinate efforts in sight of the realisation and following maintenance of infrastructures for reclamation and hydraulic control.

Abstract (PDF)

SCImago Journal & Country Rank