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New data from Northern Apennines (Italy) pollen sequences spanning the last 30,000 yrs

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 20(1), 2007, 3-20
Autore/i:
Remo BERTOLDI, Alessandro CHELLI, Rachele ROMA & Claudio TELLINI
Abstract:

Palynological analyses and radiocarbon dates were performed on lacustrine sequences from the two sites of Berceto (820 m a.s.l.) and Lagdei (1,254 m a.s.l.) in Parma Province (Northern Italy). This work allowed us to obtain new data and constrains about vegetational and climatic history of the Northern Apennines from Upper Pleistocene to Lower Holocene.
The Berceto core provided a long pollen sequence from the Pleniglacial to the Lateglacial. In it the oscillations of the percentage of Picea and of the concentration values of AP, allow us to highlight a succession of stadials and interstadials. The correlation among three climatic amelioration periods found in the Berceto pollen sequence and the interstadials Tursac, Laugerie and Lauscaux was discussed.
The Lagdei lacustrine sequence, already studied by one of us in the 1980, was newly cored and analyzed in its portion tributable to the Lateglacial and Postglacial. The results from pollen analyses and radiocarbon dates allowed us to establish that Bertoldi interpretation, questioned by Lowe, was correct and to reconstruct the vegetation characters at the Lateglacial/Postglacial boundary for the Northern Apennines.

Sono state condotte analisi palinologiche, corredate da datazioni assolute 14C, in due depositi lacustri dell’Appennino Parmense nell’ambito di più vaste ricerche glaciologiche-geomorfologiche in questo settore dell’Appennino settentrionale.
Scopo di questo lavoro è la ricostruzione della storia vegetazionale e climatica dell’Appennino settentrionale nell’intervallo Pleistocene superiore – Olocene inferiore che finora appare ancora ampiamente lacunosa. Infatti mentre sono numerosi gli studi pollinici in piccole conche palustro-lacustri di età olocenica, soltanto due profili pollinici (Lagdei e Prato Spilla) svelano episodi di età tardoglaciale.
Nessun dato pollinico e/o cronologico è invece disponibile finora per il Pleniglaciale. La successione lacustre del deposito di Berceto (820 m s.l.m.) ha fornito una lunga sequenza pollinica appartenente al Pleniglaciale ed in parte al Tardoglaciale. Questa successione vegetazionale è troncata alla sommità da una grossa lacuna sedimentaria che delimita alcuni eventi riferibili al Postglaciale inferiore. La sequenza pollinica pleniglaciale permette di intravedere episodi stadiali e interstadiali, sulla base delle oscillazioni dei valori percentuali di Picea e dei valori delle concentrazioni AP. Le fasi stadiali sono caratterizzate da formazioni steppiche con Pinus, mentre quelle interstadiali da formazioni aperte a Pinus con presenza di Picea. Tentativamente le tre fasi di miglioramento climatico del Pleniglaciale sono correlate (messe in relazione) con gli interstadiali di Tursac, Laugerie e Lauscaux. Il limite Pleniglaciale/Tardoglaciale sembra chiaramente espresso ed appare un po’ più antico di 14.480 ± 50 14C BP. La sequenza tardoglaciale di Berceto è troncata al livello di m 6,20 datato 11.150 ± 70 14C BP.
Il deposito lacustre di Lagdei, Alta Val Parma (1254 m s.l.m.), già studiato nel 1980 da uno di noi, ma allora non corredato da datazioni assolute, è stato nuovamente sondato e studiato nella sua porzione tardoglaciale e postglaciale (Lagdei-II) con il supporto di datazioni radiometriche. Scopo principale era quello di individuare nella sequenza il limite Tardoglaciale /Postglaciale e quindi di ordinare nel tempo gli eventi vegetazionali del Tardoglaciale, che erano stati contestati e reinterpretati da Lowe. I risultati pollinici e cronologici della sequenza di Lagdei-II confermano in pieno l’originaria interpretazione della sequenza pollinica fatta da Bertoldi nel 1980. In particolare è stato stabilito definitivamente il limite Tardoglaciale/Postglaciale al limite tra le z.p. C e D, limite che coincide con il passaggio fra sedimenti inorganici ed organici e che risulta collocato 15/20 cm sotto al livello datato 9.900 ± 80 14C BP. E’ stato così possibile seguire nel tempo l’evoluzione vegetazionale stadiale/interstadiale durante l’intero Tardoglaciale nell’Appennino settentrionale.

Abstract (PDF)

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