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Osservazioni sul significato dei termini LGM (UMG), tardoglaciale e postglaciale in ambito globale, italiano ed alpino

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 18(2), 2005, 147-155
Autore/i:
Giuseppe OROMBELLI , Cesare RAVAZZI & Maria Bianca CITA
Abstract:

Il presente lavoro intende esaminare il significato e l’impiego di alcuni termini dal forte segnale climatico in uso nella stratigrafia del Quaternario continentale: Last Glacial Maximum (Ultimo Massimo Glaciale); Lateglacial (Tardoglaciale, questa dizione è da preferirsi a Tardiglaciale), postglacial (postglaciale). Il termine LGM ha origine da una sintesi degli studi sulle variazioni del livello marino, delle temperature della superficie del mare (SST) ottenute dalle associazioni dei foraminiferi planctonici e dei rapporti isotopici ottenuti dai foraminiferi bentonici. Questi indicatori forniscono evidenze concordanti sull’esistenza, nell’ambito dell’ultima glaciazione, di un intervallo in cui i ghiacciai continentali raggiunsero il loro massimo volume integrato. Il termine ha quindi una connotazione globale e come tale non può essere definito sulla base di indicatori di valore regionale o locale. Le manifestazioni locali dell’evento LGM possono essere diverse nelle diverse aree del pianeta. In base ai più recenti dati sul minimo assoluto raggiunto da livello del mare durante il MIS (Marine Isotopic Stage) 2, il LGM sarebbe compreso tra 19 e circa 30 mila anni cal BP. Sussistono tuttora alcune discrepanze tra i diversi indicatori sulla fase iniziale dell’intervallo. Recentemente LGM è stato usato liberamente anche in geologia glaciale per indicare il limite più esterno raggiunto dai margini glaciali durante l’ultima massima avanzata. Anche con questa accezione (che è informale) gli autori si riferiscono all’ultimo degli eventi glaciali, delimitato cronostratigraficamente nel Late Wisconsin / Late Weichselian / Late Würm, e si limitano a includerne la fase di massimo, escludendo le fasi di sviluppo e di decadenza.
Si sottolinea peraltro la valenza cronologica globale del termine LGM. Nella scala cronostratigrafica regionale è altresì codificato l’impiego del Würm come piano corrispondente all’espressione dell’ultima glaciazione nelle Alpi, con le prime fasi datate intorno a 105 ka BP, mentre il sottopiano Würm Superiore comprende le fasi di avanzata, di massimo e di ritiro glaciale dell’ultimo evento verificatosi tra 30 e 11.5 ka cal BP. Il termine Tardoglaciale è impiegato con significati diversi, talora comprendendo le fasi della deglaciazione a scala locale, talora indicando l’intervallo di tempo tra l’inizio dell’ Interstadio Groenlandese 1 e l’inizio dell’Olocene (da 14.7 a 11.5 ka cal BP), talora, infine per indicare l’ultima transizione climatica che si estende dalla fine del LGM all’inizio dell’Olocene, con significato globale. Gli scriventi ritengono che anche il Tardoglaciale debba essere connotato da criteri stratigrafici a scala globale. Il postglaciale è termine informale, usato con vari significati, e quindi privo di un definito contenuto cronologico e/o stratigrafico.

strong climatic signature, is critically analyzed. The term LGM originated thirty years ago after a synthesis of global evidences for a time interval of maximum integrated ice volume, reached during the last glaciation. The relevant proxies are records of the last ice-volume equivalent minimum sea level, of the isotopic oxygen composition (last maximum δ18 O values) of benthic Foraminifera and of the sea surface temperature (SST) estimated on planktonic foraminiferal populations. The global signature of the LGM cannot be reliably recorded by local glacial maxima or temperature minima, and the local expressions of the LGM event in the different parts of the world can be well diverse and asynchronous. The most recent datings of the LGM sea-level low stand constrain this interval between 19 and 30 ka cal BP. Several glacial geologists employed the term LGM in a broad, informal sense to identify the most external drift limit reached by glaciers during the last maximum advance within the Late Wisconsin / Late Weichselian / Late Würm. The term LGM is used, internationally, to refer to the maximum phase of the last global event of maximum ice volume, and therefore a definition based on local rock units is questionable. The use of the term LGM to refer to local stratigraphic units or climatic events is misleading and should be abandoned.
The chronostratigraphic regional definition of the Würm Stage in the Alps, and of its Substages is internationally agreed. The Würm Stage is the alpine chronostratigraphic expression of the Last Glaciation, with first events recently dated to 105 ka BP. The Late Würm indicates the last event of major glacial advance within the Last Glaciation, including the growth, the maximal phase and the deglaciation, occurred between 30 and 11.5 ka cal BP.
The term Lateglacial is currently used with different significances, including: (i) the time interval of local deglaciation; (ii) the interval between the onset of Greenland Interstadial 1 and the Holocene beginning (i.e. 14.7 to 11.55 ka cal BP); (iii) the transition between the LGM and the Holocene, considered at a global scale, i.e. starting at the LGM end and terminating at the beginning of the Holocene. We are in favor of a globally valid and accepted definition. Finally, the term postglacial has been used informally with different meanings, and has no precise stratigraphic and/or chronological position.

Abstract (PDF)

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