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La successione fluviale terrazzata pleistocenica dei versanti occidentale e nordoccidentale della Collina di Torino

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 18(2), 2005, 123-134
Autore/i:
Maria Gabriella FORNO & Stefania LUCCHESI
 

LUCCHESI S. & FORNO G. (2005) - La successione fluviale terrazzata pleistocenica dei versanti occidentale e nordoccidentale della Collina di Torino. Scala 1:20.000. In: Lucchesi S. & Forno G. (2005) - La successione fluviale terrazzata pleistocenica dei versanti occidentale e nordoccidentale della Collina di Torino. Il Quaternario, 18 (2), 123-134,1 tav. f. t.

 

Abstract:

Gli studi precedenti riguardanti l’evoluzione geologica quaternaria della Collina di Torino hanno consentito di evidenziare in modo preliminare le tracce di un reticolato idrografico pleistocenico, sensibilmente sospeso e con andamento molto differente rispetto ai corsi d’acqua sviluppati attualmente nel rilievo collinare. Il rilevamento geologico dei versanti occidentale e nordoccidentale effettuato in occasione del presente studio, i cui risultati sono riassunti nella carta geologica alla scala 1:20.000 allegata, permette di ricostruire con maggiore dettaglio la distribuzione della successione fluviale conservata sulle sommità delle dorsali spartiacque.
Il riconoscimento dei diversi termini di questa successione, distribuiti in corrispondenza a differenti fasce altimetriche, è facilitato dalla loro espressione morfologica: corrispondono a lembi di superfici terrazzate con estensione compresa tra alcune migliaia e alcune decine di migliaia di m2, spesso evidenziati dalla presenza di antichi edifici residenziali, e localmente a più estesi relitti di meandri incastrati. L’estrema antropizzazione dell’area e la diffusa copertura eolica e colluviale rappresentano invece un ostacolo all’analisi sul terreno. Malgrado le difficoltà incontrate, l’estremo dettaglio con cui è stato effettuato il rilevamento geologico ha consentito di riconoscere corpi sedimentari di origine fluviale, con spessore metrico, in corrispondenza alla maggior parte dei lembi descritti; localmente tali forme sono risultate invece modellate direttamente sui termini marini terziari.
I numerosi lembi sono stati distinti tra loro e correlati in base al differente sviluppo altimetrico e alla diversa alterazione dei sedimenti, che hanno consentito il riferimento cronologico dell’intera successione all’intervallo di tempo corrispondente al Pleistocene medio e superiore. L’attuale assetto altimetrico delle forme relitte, variamente sospeso rispetto alla pianura con un dislivello compreso tra 20 e 400 m, la loro distribuzione complessiva, in corrispondenza alle attuali dorsali secondo fasce allungate parallelamente allo spartiacque collinare, e l’allungamento prevalente dei singoli lembi, svincolato dall’andamento dei corsi d’acqua attuali, suggeriscono il legame con una situazione morfologica e geologica del rilievo collinare notevolmente diversa dall’attuale. E’ possibile in particolare ipotizzare lo sviluppo di corsi d’acqua con andamento circa parallelo allo spartiacque principale: l’impostazione estremamente recente dell’attuale F. Po al margine nordoccidentale del rilievo collinare, già documentata in letteratura, indica che le tracce prese in esame sono invece da collegare a precedenti andamenti del reticolato affluente; lo studio mineralogico dei sedimenti, oggetto di un lavoro specifico tuttora in corso, consente di ipotizzare una alimentazione essenzialmente dai bacini dei fiumi Dora Riparia e Stura di Lanzo.
Lo sviluppo altimetrico anomalo dei lembi fluviali relitti e la presenza di scarpate con altezza di alcune decine di metri tra i diversi ordini suggeriscono una successione di episodi di approfondimento erosionale del reticolato idrografico, connessa con il sollevamento recente dell’edificio collinare.
La successione terrazzata esaminata rappresenta quindi il risultato della progressiva deformazione del settore distale dei conoidi alpini, coinvolti nel sollevamento della Collina di Torino e nella migrazione verso NW del suo margine esterno, che hanno portato al loro inglobamento nell’area collinare. Si può stimare che tale deformazione, tutt’ora in atto, abbia avuto, nell’intervallo compreso tra il Pleistocene medio e l’Olocene, una componente verticale con velocità media di sollevamento relativo di circa 1 mm/anno.

Previous studies about the Quaternary evolution of the Collina di Torino put in evidence in a preliminary way traces of a Pleistocenic hydrographic net, suspended and with a different pattern from the watercourses now developed in the relief. The geological survey of the Western and Northwestern slopes carried out during the present study, synthesized in the attached geological map at 1:20.000 scale, allows a more detailed reconstruction of the distribution of the fluvial terraced succession preserved on the secondary watersheds.
The identification of the various relics of the succession, distributed with different elevations, is suggested by its morphology: they correspond to terraced surfaces with an extension between some thousands and some tens of thousands of m2, often underlined by ancient buildings, and locally to wider remains of embedded meander. The local manmade modifications of the area and the loess and colluvial covers are instead obstacles for the field work.
Despite these difficulties the extreme detail used for the geological survey allows the recognition of fluvial sedimentary bodies, some meters thick, associated with the main described shapes: locally the terraced surfaces appear modelled directly on the Tertiary marine sediments.
The different shapes are identified and correlated by the elevation and the alteration degree of the sediments, suggesting the chronological reference to the Middle and Upper Pleistocene.
The present elevation of the remains, suspended from 20 to 400 m on the plain, their distribution in the present ridges along strips parallel to the main watershed and their elongation, different from the present watercourses, suggest a link with a very different morphological and geological situation of the relief. In particular it can be supposed the trend of watercourses parallel to the main watershed: the extremely recent setting of the present River Po along the Northern boundary of the relief, already known by literature, shows that the examined remains are instead connected to a previous trend of the hydrographic net; mineralogical analysis, still in progress, suggest an alimentation particularly from the Stura di Lanzo and Dora Riparia basins.
The anomalous elevation of the fluvial succession and the presence of scarps some tens of meters high between the different orders of terraces suggest a succession of erosional deepening episodes of the hydrographic net, connected to the uplifting of the Collina di Torino. The examined terraced succession represents the result of the deformation of the distal sector of the alpine fluvial aprons, involved in the uplift of the Turin Hill and in the Northwestern migration of its external margin, and their embedding in the hilly area. It can be supposed that this deformation, still in action, had a rate of uplift of the order of 1mm/yr from the Middle Pleistocene to the Holocene.

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