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Tectonic genesis of the salt marshes on the Sicilian coast of the straits of Messina (Sicily)

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 18(2), 2005, 113-122
Autore/i:
Antonio BOTTARI, Carla BOTTARI & Pietro CARVENI
Abstract:

Based on historiographical, geophysical and seismological data a detailed geological and geomorphological survey has been carried out to reconstruct the genesis of two Sicilian salt marshes. These salt marshes, called Pantano Piccolo and Pantano Grande, are located respectively on the northern and southern seashore of the coastal plain of Peloro Cape. The Peloro Cape is placed at the northern opening of the Straits of Messina and together with the two salt marshes, constitute a complex eco-system of great interest because of the multiple implications of anthropic and naturalistic nature. The result of geological and geophysical surveys shows that the origin of these salt marshes was due to the activity of some normal faults that conform Peloro Cape Peninsula and that control the level of coastal plain. The shallow basin of Pantano Grande (big marsh), has a lengthened shape along the Ionian coastline. It is delimited to N by a normal fault that set the limits to S of the horst of Granatari hill and to S from some small faults that conform the southern shore.
The southern coastline of Pantano Grande is composed by a narrow strip of alluvium deposits that separate the salt marsh basin by Ionian Sea; here along the coastline a narrow strip of paleontologically sterile conglomerate outcrops. Otherwise, the atypical morphology of Pantano Piccolo (small marsh) is characterized by a high depth (M = - 28 m) compared with its horizontal dimensions; from the bathymetric analysis results that the facing Tyrrhenian Sea is less deep of the Pantano Piccolo basin till 600 m far from the coastline.
The basin of this salt marsh is situated inside a small semi-graben N-S oriented and it is located in the coastal lowland that conforms to E the Peloro Cape peninsula. In short, the analysis of geomorphologic characteristics and the results of geological, geophysical and seismological surveys support a tectonic genesis for both the salt marshes.

Lo Stretto di Messina è un graben che dall’inizio del Pliocene ha subito un’intensa evoluzione; esso è limitato da un sistema di faglie NNE-SSW lungo la costa siciliana e da un sistema di faglie NE-SW lungo quella calabra. La penisola di Capo Peloro, estrema propagine nord-orientale della Sicilia, è situata all’imboccatura settentrionale dello Stretto, ed è formata da una zona collinare con sviluppo EW, corrispondente ad un horst, delimitato a settentrione dalla Faglia di Mortelle ed a meridione dalla Faglia di Ganzirri; nella zona collinare affiora prevalentemente la Formazione di Messina, un deposito ghiaioso-sabbioso clinostratificato di facies deltizia, discordante su limitati affioramenti di conglomerati tortoniani, su lembi discontinui della Serie Gessoso-Solfifera messiniana e di Trubi infrapliocenici; al disopra della Formazione di Messina si trovano limitati affioramenti di sabbie a Ostrea e, sopra di queste, livelli di sabbie a Strombus bubonius. La zona collinare è bordata da una pianura costiera di larghezza variabile. Tale pianura, che non supera 4 m di quota, è formata da ghiaie, sabbie e limi; al suo interno si trovano due specchi di acqua salmastra, denominati Pantano Piccolo e Pantano Grande, i quali costituiscono un importante e complesso ecosistema, di grande interesse per le molteplici implicazioni di carattere antropico e naturalistico. Sulla base di dati di ricerche storiografiche, geofisiche e sismologiche, cui hanno fatto seguito rilievi geologico-geomorfologici di dettaglio, è stata ricostruita la genesi dei due pantani che è da attribuire all’attività di alcune faglie normali: il bacino del Pantano Grande, poco profondo, con forma a clessidra allungata parallelamente alla linea di costa ionica, è delimitato a settentrione dalla Faglia di Ganzirri ed a meridione da una serie di piccole faglie che ne conformano la riva; la linea di costa, che delimita a meridione il sottile cordone di depositi alluvionali che separano il Pantano Grande dal Mare Ionio, è marcata da un affioramento di conglomerato paleontologicamente sterile. Il Pantano Piccolo presenta una morfologia atipica, caratterizzata da una grande profondità (M = - 28 m) paragonata alle dimensioni orizzontali del bacino, da un gradiente batimetrico circa triplo di quello dell’antistante braccio di Mar Tirrenico che risulta essere meno profondo del Pantano Piccolo fino ad oltre 600 m dalla linea di costa. In sintesi, l’analisi delle caratteristiche geomorfologiche e dei risultati di indagini geologiche, geofisiche e sismologiche supportano una genesi tettonica per entrambi i pantani.

Abstract (PDF)

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