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The T’ora Geosol(?) (main Ethiopian Rift, Ethiopia): problems in defining palaeosols

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 15(1), 2002, 105-110
Autore/i:
S. CARNICELLI, M. BENVENUTI, F. BONAIUTI, C. IASIO, D. SAGRI, A. MIRABELLA, M. SAGRI, G.A. FERRARI, G. BELLUOMINI & U. WOLF
Abstract:

The Lake Region (Main Ethiopian Rift, MER), is object of major palaeoenvironmental research since the seventies. An integrated soiland Late Quaternary stratigraphy study in this area revealed the presence, across a wide range of present soil-forming factors, of agroup of soils sharing major common features, including:- intense smectite neoformation from clay-free parent materials- a strongly developed petrocalcic horizon- a fairly uniform tephra addition, making them pedocomplexes with two well defined compartments. In the MER lower elevation areas, these soils, found on Lake Ziway terrace V, are incompatible with the present semiarid climate. Amajor pedogenetical hiatus separates them from those developed on the next oldest terrace, IV, last flooded about 5 14C ky BP.These soils were chronologically placed with respect to the known palaeoclimatic history of the MER, with the help of a newly describedand dated stratigraphic section. There is multiple evidence that they developed during the Holocene climatic optimum, between 10 and5 C14 ky BP, when proxy records show for the area a climate moister than present.The wide spread of these soils, their easy field recognition and the importance of early Holocene in the palaeoenvironmental history ofthe MER prompted their use as a key level. As such, they showed to be extremely useful in the interpretation of the geomorphic and sedimentary evolution of the Lake Region. Specifically, they were used in reconstructing phases of landscape stability and instability throughout terminal Pleistocene and Holocene.Such importance and usefulness suggested their possible establishment as a pedostratigraphic unit, a Geosol, giving birth to the T’orageosol definition.However, according to current standards, existing or in discussion, basic problems exist. The T’ora geosol cannot yet be formalized as,in its present reference stratigraphy, it is not buried. A suitable stratotype has been located but not yet described. Furthermore, theT’ora geosol is mostly relic, and rarely exhumed, in its surface occurrences.According to the present version of the INQUA Palaeopedology Glossary, the T’ora geosol cannot be defined a palaeosol, as it formed in Holocene. Consensus palaeoclimatic and chronological frameworks for many tropical areas, however, consider Holocene climatic variations to be of a similar order of magnitude of those registered throughout Late Pleistocene. It appears then rather arbitrary, at leastfor intertropical areas, to limit the Palaeosol concept to the Pleistocene when, as shown by our findings, Holocene soils may be as useful,or more useful, than older soils in palaeoenvironmental reconstructions.

La Regione dei Laghi (Main Ethiopian Rift, MER), è oggetto di ricerche paleoambientali dagli anni settanta. Un rilevamento integrato dei suoli e dei depositi del Tardo Quaternario dell’area ha mostrato la presenza di un gruppo caratteristico di suoli definiti da alcuni caratteri principali, comprendenti:- estesa neoformazione di smectite da un parent material privo di fillosilicati- un orizzonte petrocalcico fortemente sviluppato- una deposizione generalizzata di tephra, che li rende dei pedocomplessi con due membri ben definiti. Alle quote più basse della MER questi suoli, trovati ad esempio sul V terrazzo del Lago Ziway, non sono compatibili con il clima attuale,semiarido. Un forte divergenza di processi genetici li separa dai suoli del terrazzo immediatamente più recente, il IV, la cui età potrebbe raggiungere i 5000 anni 14C BP.Questi suoli sono stati collocati cronologicamente, rispetto alla storia quaternaria nota della MER, con l’aiuto di una sezione statigrafica di nuova descrizione, corredata da datazioni. Evidenze multiple consentono di datarne la formazione tra 10000 e 5000 anni 14C BP,durante l’optimum climatico olocenico, per il quale i proxy record esistenti suggeriscono un clima più umido dell’attuale.L’ampia diffusione di questi suoli, il loro facile riconoscimento in campagna e l’importanza dell’Olocene inferiore nell’area hanno suggerito il loro uso come livello guida. Come tale, essi si sono mostrati di grande utilità nell’interpretazione dell’evoluzione stratigrafica egeomorfica della Regione dei Laghi, e in particolare nella ricostruzione delle fasi di stabilità e instabilità geomorfica attraverso il Pleistocene terminale e l’Olocene. Una tale utilità suggerisce il loro uso come unità pedostratigrafica, un Geosol, dando luogo alla definizionedel T’ora geosol.Tuttavia, gli standard correnti, o in discussione, pongono dei problemi di fondo. Il T’ora geosol non può, al momento, essere formalizzatopoichè, nella attuale stratigrafia di riferimento, non è sepolto. In ogni caso, questo suolo è assai più frequente ed utile in forma relittache non sepolta.In base alla versione attualmente in circolazione del Glossario INQUA di Paleopedologia, il T’ora geosol non può essere definito un paleosuolo, essendo datato all’Olocene. Tuttavia, le ricostruzioni paleoclimatiche generalmente accettate per le aree tropicali evidenziano variazioni climatiche, durante l’Olocene, dello stesso ordine di grandezza registrato in generale attraverso il Tardo Pleistocene.Sembra quindi piuttosto arbitrario, almeno per le aree tropicali, limitare il concetto di paleosuolo all’Olocene quando, come dimostrato dai nostri risultati, suoli olocenici possono avere altrettanto o più valore dei suoli pleistocenici per le ricostruzioni paleoambientali.

Abstract (PDF)

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