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Mammal skeletal remains from the Fumane Cave (Verona, northern Italy): an oxygen isotope study and its palaeoclimatological implications

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 15(1), 2002, 39-44
Autore/i:
S. DAVANZO, P. IACUMIN & A. LONGINELLI
Abstract:

A stable isotope study of mammal skeletal remains of Palaeolithic age from the Fumane cave (Verona, N. Italy) was carried out toobtain palaeoclimatological information. The studied samples belong to Capra ibex, Cervus elaphus, Capreolus capreolus andBos/Bison sp. and come from various levels of the cave deposits of Upper and Mid Palaeolithic age. The δ18O of palaeoenvironmental water was calculated from the δ18Op measured on fossil samples, according to the isotope equations previously calibrated on modern specimens.The results obtained suggest that teeth must be considered with great caution for palaeoclimatic reconstruction: in the case of this study they yield quite unreliable results. In a general way, isotopically well-preserved bones are preferrable since the interpretation oftheir results is more straightforward, more reliable and more meaningful, the bone phosphate representing a mean value of a considerable period of the life of each specimen. The δ18Ow calculated from bone samples indicate that the climatic conditions were colder than at present. Further isotope data are of importance as a database for detailed reconstructions of the past climatic conditions along NSand EW geographic sections in Europe.

Sono state eseguite misure della composizione isotopica del fosfato (δ18Op) su resti di mammiferi fossili provenienti dalla Grotta diFumane (Verona) allo scopo di ottenere informazioni paleoclimatiche quantitative o almeno semiquantitative per il Paleolitico Medio-Superiore nella zona in esame. I campioni provengono da vari livelli di una successione stratigrafica divisa in quattro unità principali (S,BR, A e D) ed appartengono alle specie Capra ibex, Cervus elaphus, Capreolus capreolus e Bos/Bison sp.. I valori di δ18O delle “paleo”acque meteoriche sono stati calcolati a partire dai valori di δ18Op misurati sui campioni fossili utilizzando le equazioni isotopiche preventivamente calibrate su individui recenti. I risultati ottenuti indicano che i denti non sono sempre utilizzabili per ricostruzioni paleoclimatichee che, in generale, è preferibile utilizzare le ossa, almeno quando si ha a che fare con materiali non interessati da processi diagenetici.I valori di δ18Ow (acqua paleoambientale) calcolati dai campioni di ossa confermano che il clima, nell’intervallo di tempo relativoalla successione esaminata, era sensibilmente più freddo di quello attuale. Questi risultati costituiscono un utile apporto per dettagliate ricostruzioni delle variazioni climatiche nel passato lungo sezioni NS ed EO in Europa.

Abstract (PDF)

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