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Stratigrafia e caratteristiche fisiche dei depositi olocenici del Porto di Miseno, Golfo di Pozzuoli (Tirreno centro-orientale)

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 15(1), 2002, 11-21
Autore/i:
D. INSINGA, A. DI MEGLIO, F. MOLISSO & M. SACCHI
Abstract:

L’analisi di cinque carotaggi profondi (30÷40 m) effettuati nello specchio d’acqua del Porto di Miseno (settore occidentale dei Campi Flegrei), insieme con la datazione di due livelli di torba (14C AMS) ed una serie di prove geotecniche in sito e su campioni indisturbati,ha consentito di ricostruire l’assetto stratigrafico della successione olocenica campionata al di sotto del fondo mare e di determinare le caratteristiche fisiche e meccaniche dei sedimenti. Sulla base dei risultati ottenuti sono state delineate le principali fasi evolutive di questa piccola insenatura del Golfo di Pozzuoli durante gli ultimi 10.000 anni.La successione carotata, costituita prevalentemente da sabbie di natura vulcanica, è caratterizzata da un trend generale trasgressivo localmente interrotto da due episodi di regressione forzata legati al rapido accumulo di depositi piroclastici più o meno sviluppati. Gli episodi regressivi terminano con la formazione di due livelli di torba rinvenuti all’interno dell’unità B ed al passaggio tra le unità D ed E,e le cui misure radiometriche hanno fornito un’età di 3560±40 anni e 7815±55 anni, rispettivamente. Ciò permette di correlare tali livellicon due importanti fasi di quiescenza dell’attività vulcanica dei Campi Flegrei documentate in letteratura. Il controllo geocronologico fornito dalle datazioni assolute, consente, inoltre, una stima dei tassi di sedimentazione durante l’Olocene medio-superiore, i quali sono mediamente dell’ordine di 3.5 m/ka per le unità inferiori (E-D) e di 2.2 m /ka per quelle superiori (B-A).La successione olocenica di Porto Miseno può essere correlata con una serie di unità sismo-stratigrafiche individuate nel settore centraleed in quello orientale della piattaforma continentale del Golfo di Pozzuoli e con la sezione affiorante lungo la scarpata d’erosionedel terrazzo marino de La Starza, nel settore emerso dei Campi Flegrei, dove la successione olocenica è stata sollevata di circa 40 msopra il livello del mare durante gli ultimi 4000 anni.

The stratigraphic study of five deep cores (30-40 m) drilled in the harbor of Miseno (western Flegrean Fields), along with radiometric age dating (14C AMS) of two peat layers and a number of geotechnical tests, allowed for the reconstruction of the stratigraphic framework and the determination of physical and mechanical properties of the Holocene succession beneath the sea floor. Based on these data we outline the evolution of the study area during the last 10.000 years.The Holocene succession of Porto Miseno is characterized by transgressive volcanic sandy deposits which include a 1÷5 m thick pyroclastic unit (Unit C). Two resting phases, which closes regressive episods, are testified by two peat layers which have been cored within unit B (layer t1) and at the transition between units D and E (layer t2). Samples collected from the peat layers yielded radiometric ages of3560±40 years B.P. and 7815±55 years B.P., respectively. This suggests a correlation between the cored peat layers and two paleosols documented on land that are associated with resting periods during the volcanic activity of Flegrean Fields. Chronostratigraphic constraints, based on these radiocarbon age determinations, allowed for the evaluation of sedimentation rates during Late Holocene,which are in the order of 3.5 m/ka for the lower units (E-D) and 2.2 m /ka for the upper part of the section (units B-A).The Holocene deposits of Porto Miseno can be correlated with distinct seismic-stratigraphic units identified in the subsurface of the southern and central sectors of Pozzuoli Bay. They can be also correlated with the section cropping out onshore, along the erosional slope of “La Starza” terrace, where the marine Holocene sequence has been uplifted about 40 m above the sea level in the last few thousand years.

Abstract (PDF)

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