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Titolo:
Calcareous tufa deposits of the Aniene Valley between Vallepietra and Mandela-Vicovaro (Latium, central Italy)
Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 19(1), 2006, 19-44
Autore/i:
Claudio CARRARA, Marili BRANCA, Emanuela PISEGNA CERONE, Vladimiro VERRUBBI & Mario VOLTAGGIO
Abstract:

Vicovaro areas have been studied by means of morpho-geological mapping, mineralogical and facies analysis, malacofauna investigation, geo-archeological research and U/Th dating. The deposits of Subiaco and Mandela-Vicovaro have been studied in detail, because their formation has modified not only the geomorphic features of the two areas, but has strongly controlled and directed the human activity. A 15 m thick calcareous tufa body occurring in a bore drilled near Marano Equo, intercalated in a Paleoaniene alluvial deposits, has also been studied.
After having examined the geological and structural pattern of the valley, controlled by apenninic (NW-SE) and antiapenninic (NE-SW) faults and by a complex hydrological system, that makes it one of the richest valleys in spring-waters of Latium (most of Roman aqueducts came from the Aniene Valley), the deposits of the different sectors are described. Calcareous tufa deposits, occurring in the Simbrivio Valley, connected to several cool springs issuing from the right, steep slope are described. The tufa deposits, prograding vertically and towards the valley bottom, interdigitate and often form highly vegetated terraces, on the front of which still active waterfalls, covered by moss and algae already partially calcified, occur. In the Aniene Valley, upstream of Subiaco very interesting examples of still active tufa deposits, forming fan-shaped bodies, prograding towards the river bed, occur. They are made mainly of phytomicrohermal and stromatolitic laminites, rich in leaf moulds, covered by a thick mat of algae, mosses, liverworts and other hygrophytes.
Small barrage tufa deposits can also be observed. In the Subiaco area a tufa deposit, covering an area of about 1 km2, 70-80 m thick, occurs; it represents a barrage deposit, formed in the gorge at the outlet of the Subiaco basin, probably built up in correspondence to a morphological step of tectonic origin. Its basal portion is mainly made of palustrine, thinly laminated facies, rich in leaf moulds and vegetal frustules, grading upward to massive or grossly stratified, phyto- microhermal framework, containing well-developed large pools, filled with sandy-silty phytoclastic sediments of fluvio-lacustrine environment. The outer part of the deposit is partially covered by vertical hanging festoons and drapes of moss cascade lithofacies. The deposit has been terraced in three orders of terraces by the river, at present flowing in a narrow gorge in the Miocene substratum. The Ist order terrace surface is covered by a thick, pedogenized soil colluvium, rich in volcanic minerals, while the terraces of the IInd and IIIrd orders are covered by reddish-brown or brown soils, poor or devoid of volcanic minerals. In the Mandela-Vicovaro area a continuous calcareous tufa terrace extends along the Aniene gorge for about 3 km, up to 60-70 m thick. It formed as a barrage deposit near Vicovaro, where the emplacement of Middle Pleistocene volcanics, superimposed by younger, coarse alluvial sediments has produced a discontinuity in the river bed. As in the Subiaco deposit, the lower portion of the Mandela-Vicovaro one is composed of thinly stratified, laminitic and microhermal lithofacies, rich in leaf molds and vegetal frustules, of palustrine environment. They grade upward to massive phyto- microhermal litofacies, associated with large sandy-silty pools, rich in malacofauna. The surface of the terrace is covered by brown, calcareous soil. The terrace has been cut deeply as far as the Miocene substratum by the Aniene river and Licenza stream, its main right tributary. The sections of the terrace along the river are partially covered by waterfall moss lithofacies, forming vertical hanging drapes. The study of malacofauna contained in pool filling sands and silts referred the sediments to shallow freshwater, well vegetated environment, under temperate climate. Several Marano Equo, Subiaco and Mandela-Vicovaro samples have been dated by means of U/Th method which allowed the reconstruction of the chronostratigraphic evolution of the three calcareous bodies, referring the first to Late Pleistocene, the second to Upper Pleistocene-Early Holocene and the third to Late Glacial-Middle Holocene. Finally, on the basis of direct and bibliographic researches, the presence of Roman dams built up in the Subiaco area, forming upstream lacustrine basins, at present no longer existent, are discussed.

Nel presente lavoro sono stati studiati i depositi di travertino presenti nella valle dell’Aniene e del Simbrivio, tra Vallepietra e Vicovaro, alcuni dei quali ancora in via di formazione. Con particolare dettaglio sono stati studiati i vasti depositi di Subiaco e di Mandela-Vicovaro, che con la loro formazione hanno naturalmente modificato la struttura morfologica delle due aree, controllandone anche l’attività antropica. E’ stato studiato anche un corpo travertinoso di circa 15 m di spessore attraversato da un sondaggio effettuato presso Marano Equo, compreso in sedimenti alluvionali del Paleoaniene e legato a sorgenti allora attive nell’area.
Dopo un esame geologico-strutturale della valle, profondamente controllata nel suo andamento da faglie appenniniche ed antiappenniniche e dalle condizioni idrogeologiche, che ne fanno una della valli del Lazio più ricche di sorgenti, connesse con circuiti carsici molto sviluppati, si descrivono i lineamenti geo-morfologici dei depositi di travertino dei vari settori considerati.
Nel settore della valle del Simbrivio si osservano modesti corpi interdigitati, connessi con una serie di sorgenti fredde emergenti sul ripido versante di destra della valle. Detti corpi progradano verso il fiume, lungo il quale formano dei terrazzi di accumulo molto vegetati, in parte ancora attivi, con formazione di facies di cascata con muschi e alghe. Nel settore della valle dell’Aniene a monte di Subiaco, si osservano begli esempi di corpi travertinosi di sbarramento fluviale e di corpi conoidiformi progradanti dal versante verso il fondovalle, ancora in via di deposizione, costituiti principalmente da facies fito-microermali e stromatolitiche, su ricca vegetazione di batteri, alghe, muschi, epatiche e altre igrofite. Nel settore di Subiaco è presente un grande deposito di travertino, ricoprente una superficie di circa 1 kmq, dello spessore di 70-80 m, creatosi per sbarramento della forra del fiume allo sbocco nel bacino di Subiaco, sbarramento impostatosi probabilmente in corrispondenza di un gradino morfologico di controllo tettonico. La porzione basale è caratterizzata da facies di ambiente palustre, mentre la porzione medio-alta è costituita principalmente da facies fito-microermali massive o grossolanamente stratificate con sviluppo di vasche riempite da facies sabbioso-limose fitoclastiche. La scarpata del deposito è parzialmente coperta da grandi festoni e drappeggi verticali di facies fitoermali su muschio. Il deposito, costituito da tre terrazzi deposizionali, è stato inciso dal fiume, che attualmente scorre in una stretta forra con pareti di travertino, sul fondo della quale affiora il substrato miocenico.
Il terrazzo del I ordine è coperto da un colluvio di suolo fortemente evoluto, ricco di frammenti di rocce e minerali vulcanici; mentre sui terrazzi del II e III ordine si sviluppano un suolo rosso-bruno e bruno rispettivamente, poco sviluppati, privi o quasi di materiale vulcanico.
Nel settore di Mandela-Vicovaro, lungo la forra, si estende per circa 3 km un terrazzo di accumulo di travertino, con uno spessore che raggiunge 60-70 m, formatosi per sbarramento dell’Aniene in corrispondenza di una discontinuità nel letto del fiume, causata dalla presenza di vulcaniti medio-pleistoceniche, sormontate da depositi alluvionali più recenti. Come quello di Subiaco, il corpo del terrazzo è costituito alla base da facie laminitiche e fito-microermali, sottilmente stratificate, ricche di foglie e frustoli vegetali, di ambiente palustre molto vegetato, passanti verso l’alto a facies massive microermali con sviluppo di ampie vasche a sedimentazione sabbioso-limosa, più o meno fitoclastica, ricca di malacofauna, di ambiente fluvio-lacustre. Sulla superficie del terrazzo si sviluppa un suolo bruno, calcareo, mediamente sviluppato. Anche qui il terrazzo è stato inciso fino al substrato miocenico dall’Aniene e da alcuni tributari di destra. La scarpata del terrazzo lungo la valle è localmente coperta da spesse cortine verticali di travertino in facies fitoermale su muschio. Lo studio della malacofauna contenuta nei limi di Mandela ha permesso di riferirli a un ambiente temperato di acque basse, pozze d’acqua, piccoli laghi, ricchi di vegetazione.
Le numerose datazioni col metodo U/Th di campioni di travertino dei depositi di Marano Equo, Subiaco e Mandela-Vicovaro hanno permesso di ricostruire l’evoluzione dei depositi studiati, che cadono il primo nel Pleistocene superiore, il secondo nel Pleistocene superiore-Olocene inferiore, il terzo nel Tardo Glaciale-Olocene medio. Infine, sulla base di ricerche dirette e bibliografiche, viene discussa la presenza di dighe di epoca romana, che sbarravano l’Aniene presso Subiaco, formando vasti laghi a monte.

pagine: pp. 19-44
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