Archeologia e ambiente: dominio delle acque e dominio sulle acque in antiche città del territorio padano

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 23(2bis), 335-354
Autore/i:
Jacopo ORTALLI
Abstract:

Tra gli elementi che nell’antichità caratterizzarono lo sviluppo dell’insediamento umano nei suoi rapporti con l’ambiente naturale leacque rivestirono un’importanza decisamente fondamentale; come utile esempio di riferimento per un quadro più generale, la documentazionearcheologica dell’Emilia Romagna consente di mettere a fuoco quella che fu l’evoluzione di tale legame tra il II millennioa.C. e la tarda antichità. Se i primi significativi interventi di sfruttamento delle acque di superficie si riconoscono nei villaggi fortificatidell’età del Bronzo, solo con l’affermazione della civiltà etrusca, tra il IX e il V secolo a.C., si osserva una razionale e articolata gestionedelle componenti idrauliche tanto nelle città quanto nel loro retroterra agricolo. Dopo il regresso tecnico e culturale che accompagnòla dominazione celtica della regione, a partire dal III – II secolo a.C. la conquista e la colonizzazione romana, con la fondazione dinuove città e la centuriazione dell’agro, portarono alla creazione di una efficiente rete infrastrutturale che consentì di regolamentare leacque urbane, governare i corsi fluviali, bonificare vasti settori della pianura e creare importanti idrovie. Grazie alla solidità dell’organizzazionepolitica e amministrativa e alle capacità tecnologiche dei Romani, tra il popolamento umano e l’habitat si istituì allora unrapporto di grande equilibrio, che entrò in crisi solo nella tarda antichità, con la decadenza dell’impero, finché nell’alto medioevo glielementi naturali, e con essi le acque, per molti aspetti ripresero il sopravvento sull’uomo.

Since antiquity the management of waters was extremely important for the planning and development of human settlements in accordancewith the local environmental conditions. Archaeological data from Emilia Romanga, Italy, well illustrate the changes that occurredin cycles between the late antiquity and the II millennia AC. The first recorded significant manipulation/use of surficial waters hasbeen recorded in fortified village of the Bronze Age. It is however from the IX to V centuries BC that the Etruscans established wellplanned, extensive hydraulic works within their cities and in the surrounding territories. That was followed by a dark period during theCeltic occupation of the regions, during which the various hydraulic works, such as irrigation canals were not maintained and muchbecame obsolete. The subsequent conquest and colonization by Romans led to the revival of older settlements, funding of newtowns, major aqueducts, and, among others, training of streams, construction of irrigation systems, draining of marshlands, d developmentof harbours. Roman sought a most beneficial natural resources taming but trying to avoid irreparable deterioration of the environment.A sort of equilibrium between human settlements and the landscape was established that lasted for several centuries until thelate stages of the Roman Imperial period when maintenance of the water works decreased. A new major decadence followed duringearly medieval times with the disinterest in properly maintaining the anthropic environment.