The water in the development of Florence (central Italy) between the Roman and the Renaissance ages: the resource and the hazard

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 23(2bis), 323-334
Autore/i:
Pasquino PALLECCHI, Marco BENVENUTI & G. Carlotta CIANFERONI
Abstract:

The early geomorphological events occurring in the mid valley of the Arno River have determined a suitable setting for the foundationof Florence. Fluvial processes shaped the future area where Bronze Age people settled down possibly on a seasonal base, followedby the Etruscans and the Romans that selected the same location as a suitable place for the early Florence town. A network of shorttributaries north of the Arno River represented transverse physiographic barriers and sources of additional water for a stable settlement.Since those times the Florentine people experienced the advantages and risks of such a riverine setting. As for other ancienturban centres, the rises and falls of Florence have been largely driven by the changing political and socio-economic scenarios. Thelate Middle Age and the Renaissance re-flourishing of the town, following the late Roman Age-early Middle Age depopulation, led toincrease in land demand for urban expansion and a growing need of hydropower for the industry. This expansion progressively impactedon the cross-section of the Arno River narrowing it and thus increasing the flooding risk. Two tributaries, Mugnone and S.Gervasio creeks, were diverted several times as moats along the city walls as they were rebuilt around the expanding town. A comparisonof the frequency of floods in the Arno and Tiber rives and the global temperature variation for the period spanning the late MiddleAge–Renaissance, indicates that anthropic impact on the Arno River at Florence during the 12th–16th centuries contributed to somecatastrophic floods such as the 1333 one that lead to great damage in town and crop failure in the territories. In other periods such asduring the cold, humid Little Ice Age between the 16th and 19th centuries, human activities and climatic conditions worked synergisticallyin determining flooding hazards.

La città di Firenze fu fondata dai Romani nel I sec. a.C in una area pianeggiante sulle sponde dell’Arno. I processi morfo-genetici esedimentari tipici del contesto alluvionale intermontano, avevano, durante il Quaternario e particolarmente nella sua parte più recente,determinato condizioni favorevoli per un insediamento umano stabile e sempre più strutturato. In epoca Romana la città cominciò adampliarsi riducendo la sezione idraulica dell’Arno, naturalmente già stretta nella zona urbana. Questa situazione portò progressivamentel’originaria favorevole ubicazione morfologica ed idraulica della città verso una condizione di crescente rischio alluvionale. Dopo ildeclino urbano e demografico tardo Romano-primo Medio Evo, Firenze tornò di nuovo ad espandersi culminando nel Rinascimento inun importantissimo centro industriale, commerciale e culturale. Il fiume riveste in questo nuovo splendore della città, un ruolo fondamentale;esso infatti rappresentò per il florido artigianato della lana una fonte di energia capace di muovere le macchine che consentivanouna produzione su scala industriale. La crescente importanza dell’artigianato della lana spinse i fiorentini ad occupare sempre piùil già stretto corso dell’Arno urbano aumentando il rischio di piena nella città. Il confronto con i dati idro-climatici dell’Arno, del Teveree dell’emisfero settentrionale indica che il periodo compreso tra il XII ed il XVI secolo, nonostante sia stato caratterizzato da una bassafrequenza di alluvioni dell’Arno e Tevere, vide a Firenze eventi alluvionali particolarmente catastrofici come quello del 1333. In questocaso sembra che l’impatto umano sul sistema fluviale che attraversava Firenze sia stato determinante rispetto al contesto idro-climatico,nel generare un alto rischio idraulico. Il successivo periodo compreso tra il XVI ed il XVIII secolo, coincidente con la Piccola EtàGlaciale caratterizzata nell’emisfero settentrionale da un clima freddo-umido, vede una maggiore frequenza di piene dell’Arno e delTevere. In questo caso condizioni idro-climatiche generali ed il contesto urbano di Firenze sembrano avere agito sinergicamente sulrischio idraulico per la città.