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Ambiente e clima della Sicilia durante gli ultimi 20 mila anni

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 23(1), 21-36
Autore/i:
Alessandro INCARBONA, Mauro AGATE, Giuseppe ARISCO, Sergio BONOMO, Giuseppe BUCCHERI, Carolina DI PATTI, Enrico DI STEFANO, Antonino GRECO, Giuliana MADONIA, Federico MASINI, Daria PETRUSO, Luca SINEO, Rodolfo SPROVIERI, Giovanni SURDI & Giuseppe ZARCONE
Abstract:

Una serie di studi recenti ha fatto luce su alcuni punti della evoluzione del clima e dell’ambiente nel Mediterraneo centrale, ed in particolarein Sicilia, a partire dall’ultimo massimo glaciale (circa 20 mila anni fa). In questo articolo esaminiamo i dati dei lavori più significativied offriamo una loro visione d’insieme, con lo scopo di decifrare i cambiamenti ambientali che sono avvenuti nel passato, principalmentenei termini di temperatura, pattern atmosferico, entità delle precipitazioni, vegetazione e associazioni faunistiche.Il clima dell’ultimo massimo glaciale fu caratterizzato da temperature particolarmente rigide e dalla frequente penetrazione di ventifreddi di origine settentrionale, avvenuta persino durante la stagione estiva. Bassi valori delle precipitazioni determinarono un patterndella vegetazione dominato da erbe ed arbusti, di tipo steppico o semi-steppico.A differenza di quanto è generalmente assunto, una serie di episodi di anomalia climatica, caratterizzati da temperature medie leggermentepiù basse ed una più intensa attività dei venti, potrebbero essersi ripetuti durante l’Olocene, come testimoniato da studi micropaleontologicie geochimici condotti sui sedimenti del basso Tirreno e del Canale di Sicilia. Testimonianze nei record continentali diqueste ricorrenti anomalie sono state trovate nella composizione isotopica degli speleotemi di una grotta nei pressi di Palermo, datatia circa 8200 anni fa, e durante prolungati episodi di siccità registrati in tempi storici, durante la Piccola Età Glaciale, presso Erice (Tp).Molto complesso è il pattern della vegetazione, la cui struttura cambia in base a fattori locali, come ad esempio l’altezza sul livello delmare. Tutti i dati sembrano comunque in accordo nell’indicare lo sviluppo di macchia mediterranea nelle zone costiere e di forestedecidue nelle zone interne e montane, già a partire dall’Olocene più antico. L’impatto antropico sembra essere stato il fattore principalenel modellamento dell’attuale distribuzione della vegetazione in Sicilia, attraverso l’uso intensivo del territorio per coltivazioni epastorizia cominciato probabilmente 2700 anni fa, all’arrivo dei primi insediamenti coloniali dei Greci. L’attività umana ha comunqueagito sovrapponendosi ad un trend naturale di diminuzioni delle precipitazioni e di aridificazione, la cui spiegazione non è ancora completamenteconosciuta.

A series of recent studies shed light on the central Mediterranean, and Sicily, climate and environment, starting from the last glacialmaximum (about 20 ka cal BP). In the present paper, we examine most of these works, in order to unravel environmental changes ofthe past, mainly in terms of temperature, atmospheric pattern, precipitation, vegetation and faunal associations.The climate of the last glacial maximum was characterised by very low temperature and by repeated northerlies penetration, evenduring summer. Low precipitation values led to a steppe- or semisteppe-like vegetation pattern, dominated by herbs and shrubs.Episodes of climatic anomaly, characterised by lower temperature and strengthened wind activity, could have occurred during theHolocene, as testified by micropaleontological and geochemical investigations carried out on the southern Tyrrhenian Sea and in thenorthern Sicily Channel. In the terrestrial record, there is evidence of drought at 8.2 ka cal BP, from the isotopic composition of a stalagmiterecovered near Palermo, and of prolonged drought intervals during the Little Ice Age in the Erice village (Trapani). The vegetationpattern shows the development of Mediterranean Maquis in coastal sites and deciduous forests in sub-montane and montaneregions, approximately from the Holocene base. The human impact is the main factor that forced the present vegetation pattern, as aconsequence of intensive land-use, which started about 2.7 ka cal BP, when Greek colonies were first established. Human activity ishowever superimposed on a natural trend towards aridity, with climatic forces still not fully understood.

Abstract (PDF)

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