Il tardoglaciale nelle Alpi Italiane e in Pianura Padana. Evoluzione stratigrafica, storia della vegetazione e del popolamento antropico

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 20(2), 2007, 163-184
Autore/i:
Cesare RAVAZZI, Marco PERESANI, Roberta PINI & Elisa VESCOVI
Abstract:

Viene presentato un quadro di sintesi dell’evoluzione stratigrafica e paleoambientale nel Tardoglaciale (19 – 11,5 mila anni cal BP) e dei suoi rapporti con il popolamento antropico sul versante meridionale delle Alpi e in Pianura Padana, basato su successioni stratigrafiche ad alta risoluzione e dotate di datazioni radiometriche. Dopo il ritiro dei ghiacciai dagli anfiteatri pedemontani e dai grandi laghi prealpini, nella prima parte del Tardoglaciale si verifica il collasso dei ghiacciai entro le vallate alpine, accompagnate da una intensa evoluzione dei fondovalle e dei versanti in ambiente paraglaciale. In questo intervallo, che registra le prime installazioni antropiche al piede delle Prealpi, la vegetazione forestale era limitata alle aree stabili del settore pedemontano, agli anfiteatri deglaciati in corso di colonizzazione e alle aree prossimali della pianura, mentre i settori distali dei megaconoidi erano in attiva aggradazione. Con l’inizio (14,5±0,2 mila anni cal BP) dell’interstadio di Bølling –Allerød, le foreste avanzarono rapidamente fino a 1700-1800 metri. Gli effetti del riscaldamento sono rilevabili da un aumento di produttività dei sistemi lacustri e palustri nelle Alpi. Gli insediamenti epigravettiani si portano nella fascia montana delle Alpi orientali. In conseguenza dei mutamenti ecologici durante gli interstadiali, ha inizio la colonizzazione epigravettiana delle Prealpi e delle Dolomiti e si verifica la diffusione di insediamenti differenziati per posizione altimetrica e orientamento funzionale. Nella seconda parte dell’interstadio si diffusero latifoglie termofile. La culminazione di quest’ultima fase coincise con la deposizione del Laacher See Tephra (13 – 12,9 mila anni cal BP) e precedette di due secoli l’inizio del Dryas recente, che pertanto appare sincrono con il centro-Europa. Gli effetti del Dryas Recente nel bacino padano sono riconducibili a condizioni climatiche continentali quasi semiaride, con stagioni molto contrastate. Nella seconda metà del Dryas Recente inizia una fase complessa di avanzata dei ghiacciai (stadi di Egesen, Kartell, Kromer), che interessa anche i primi due millenni dell’Olocene. Allo stato attuale, i dati archeologici non sono in grado di rilevare l’impatto del Dryas Recente sulle dinamiche insediative.

The palaeoenvironmental evolution and its relationship with the human peopling of the southern side of the Alps, their foreland and the Po plain during the Lateglacial, i.e. the interval following the global Last Glacial Maximum between 19 and 11.5 ka cal BP, is reconstructed on the base of high-resolution stratigraphic successions. After the major glaciers retreat from the pedemontane amphitheatres and from the great pre-alpine lakes, a collapse of the dendritic valley glaciers occurred during the first part of the Lateglacial and well before the Bølling –Allerød interstadial. Forest vegetation was limited to the foreland and the external belt of Pre-Alps, and did not enter the inner valleys, still subjected to intense paraglacial evolution. This period records the first human occurrences at the Pre- Alpine foothills. The onset of the Bølling–Allerød interstadial, dated 14.7 – 14.3 ka cal BP, allowed the treeline to reach 1700-1800 m a.s.l., promoted productivity in the lacustrine and palustrine systems, and peat formation commenced up to an altitude of 1800 m a.s.l. Together with warming and reforestation, human settlements expanded in the Eastern Alps. As a consequence of the interstadial ecological modifications, the epigravettian colonization of the Pre-Alps and the Dolomites starts. Sites increase in number and differentiate in altitude and function. The second part of this interstadial is marked by the expansion of thermophilous broad-leaved trees, the peak of which coincided with the deposition of the Laacher See Tephra in Lago Piccolo di Avigliana, dated 13 or 12.9 ka cal BP, and anticipated the beginning of the Younger Dryas by about two centuries. The YD onset, therefore, appears to be synchronous in Northern Italy and Central Europe. The YD in the Po Plain was characterized by continental dry climate, close to the semiarid regime, with strong seasonal contrast. During the second half of YD, a renewed glacial activity (Egesen, Kartell, and Kromer stadials) is recorded in the high valleys. This glacial multiphase extends well into the early Holocene. At the present state, the archaeological data are still unsufficient for revealing the possible impact of the YD on the settlement dynamics.

Abstract (PDF)