Geomorphological changes due to human actions at Coppa Nevigata (Tavoliere di Puglia, southern Italy) reconstructed through core analyses

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 17(2/2), 2004, 495-508
Autore/i:
Massimo CALDARA, Ilena CAROLI & Oronzo SIMONE
Abstract:

The area surrounding the Coppa Nevigata settlement is one of the best places for the reconstruction of the relationship betweenhuman activities and the environment since the first Tavoliere di Puglia population phases. The settlement is the best studied in theTavoliere plain, it is situated between the foot of the Gargano headland and the inner shore of the ancient Salpi lagoon, in a very sensitivearea from the environmental point of view. Previous studies highlighted the environment evolution and its chronology. The closerelationship between the wet area facing the settlement and the population pattern in some cases was documented. The preliminarystudy of six new cores and considerations made on three previously drilled successions are the base of this research. The studiedsuccessions were grouped in three transects and described in function of their distance from the settlement. These are the A (distal),B (in the middle) and the C (proximal) transects. There were recognized eight different phases attributable to two different evolutionarypatterns. The environments set under or modified by intentional anthropic action, such as the B (terrestrial phase I), D (terrestrialphase II) and H (historical reclamation) phases, have to be ascribed to the first one. The almost "natural" phases belong to the secondone, even if the accumulated material is often related to human actions. These are the phases A (natural phase I), C (natural phase II),E (natural phase III), F (arid terrestrial phase) and G (natural phase IV). The B and D anthropic phases have been recognized beneaththe ground surface up to about 90 m far from the nearest exploration ditches dug by archaeologists on the side of the CoppaNevigata knoll. We were not able to put a boundary between these two phases within the C transect cores, but they are well definedin the A transect. The anthropic phase B corresponds to an urbanization phase that seems to have been started from the most internalsettlement areas through the artificial compaction/leveling of marshy/lagoonal deposits, whereas the presence of hearths in distalareas could be attributed to activities carried out outside the defensive wall system. The anthropogenic D phase shows, in the areanext to the hillock side, the presence of simple inhabitation structures that lasted for a relatively long time, as testified by numeroustramped and/or leveled surfaces (simple or superimposed) associated to concotto levels and hearths. On the other hand in distalareas the D phase seems to be characterized by an agricultural/pastoral land use. The H phase sediments have locally accumulatedunder nearly natural conditions, even if they are directly related to reclamation works made during the last two centuries. In conclusion,through time man modified and shaped the environment around the Coppa Nevigata knoll, in particular during the Middle Bronzeage (B phase), the Iron age (D phase) and during the last two centuries (H phase). Sometimes the sedimentation processes undernatural conditions were also strongly influenced by man, as suggested by the presence of the organic deposits accumulated duringthe A phase or by the C phase sediments.

L’area a ridosso dell’insediamento preistorico di Coppa Nevigata è quella che meglio si presta per la ricostruzione dei rapporti intercorsitra l’Uomo e l’ambiente a partire dalle prime fasi di popolamento del Tavoliere di Puglia. Difatti, questo insediamento è certo quellopiù studiato del Tavoliere ed inoltre era collocato ai piedi del Promontorio del Gargano sul margine interno dell’antica laguna di Salpi, inun’area ad alta sensibilità ambientale, in quanto soggetta alle rapide modificazioni dovute alla combinazione di processi diversi (fluviale,marino, eolico ecc.) e all'opera dell'Uomo. Studi precedenti degli Autori hanno delineato l’evoluzione degli ambienti e la loro collocazionecronologica. Inoltre, in alcuni casi hanno messo in evidenza la stretta correlazione fra l’area umida antistante l’abitato di CoppaNevigata e le modalità di vita e di sviluppo dell’insediamento. Lo studio preliminare di sei nuove perforazioni, realizzate ad hoc a ridossodella collina di Coppa Nevigata, unito ad altre tre fatte precedentemente, è alla base del presente lavoro. Le successioni sono stateriunite in tre gruppi e descritte in funzione della loro distanza dall’insediamento (transetto A, distale; transetto B, intermedio e transettoC, a ridosso della collina di Coppa Nevigata). Sono state riconosciute otto diverse fasi riconducibili grosso modo a due differentimodelli evolutivi. Al primo appartengono gli ambienti originatisi o rimodellati intenzionalmente dall’Uomo: fasi B (fase continentale I), D(fase continentale II), e H (colmate storiche). Al secondo appartengono gli ambienti dove il meccanismo di accumulo dei sedimenti ènaturale, anche se molte volte i materiali accumulatisi sono riconducibili alle attività dell’Uomo: fasi A (fase naturale I), C (fase naturaleII), E (fase naturale III), F (fase continentale arida) e G (fase naturale IV). Le fasi antropiche B e D che non si riescono a differenziarenelle successioni del gruppo C, quelle a ridosso dell’insediamento, e che sono ben separate nelle successioni del gruppo A, si ritrovanofino a circa 90 metri dai più vicini saggi archeologici. La fase antropica B corrisponde ad una fase di urbanizzazione che sembraprocedere a partire dalle aree più prossime all’insediamento compattando i depositi palustri e/o lagunari con battuti, mentre nelle areepiù lontane l’attività, limitata a soli focolari, sembra quella svolta all’esterno delle mura. La fase antropica D mostra, nell’area a ridossodella collina di Coppa Nevigata, la presenza, più o meno continua nel tempo, di strutture abitative semplici (abbondanza di battuti singolie/o sovrapposti uniti a livelli di concotto e a focolari), mentre per le aree distali mostra una utilizzazione di tipo agricolo-pastorale.La fase antropica H è riconducibile alle colmate storiche degli ultimi secoli. Si tratta di un deposito realizzato con intenzionalitàdall’Uomo anche se i meccanismi di sedimentazione sono praticamente naturali. In definitiva nell’area di Coppa Nevigata l’Uomo harimodellato e modificato il paesaggio più volte, durante il Bronzo medio (fase B), l’età del Ferro (fase D) e negli ultimi due secoli (faseH). Comunque è stato fortemente attivo condizionando la sedimentazione anche nella fase A con depositi organici, e nella fase C.

Abstract (PDF)