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Stratigraphy, palaeopedology and palynology of late Pleistocene and Holocene deposits in the landward sector of the Lagoon of Venice (Italy), in relation to the Caranto level

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 16(1bis), 2003, 193-210
Autore/i:
Paolo MOZZI, Claudio BINI, Lucia ZILOCCHI, Roberto BECATTINI & Marta MARIOTTI LIPPI
Abstract:

The present investigation brings new stratigraphic, palaeopedological and palynological data deriving from the study of 4 cores, boredto a maximum depth of 15 m in the central sector of the Lagoon of Venice, along the inner shores, between the mouth of the Dese river and Porto Marghera.In agreement with the general stratigraphy known from previous studies, the lowermost deposits in the cores are fluvial, radiocarbondated to 21,000 – 18,000 BP. The correlation to the stratigraphic framework of the central Veneto plain shows that they belong to the Late Pleistocene fluvial sedimentary system of the Brenta river, the Bassano megafan. The pollen record of this alluvium is characterizedby typical hydrophilous plants (Typha, Potamogeton, Nymphaea...), which are referred to swampy environments during the LastGlacial Maximum and the Late Glacial. The compact level known as caranto, located at the top of the fluvial sediments at a depth ofsome metres from the ground surface, has been recognized as consisting of a set of pedogenetic calcic and gley B and C horizons.This palaeosol formed on the alluvial plain of the distal reaches of the Bassano megafan, in the time span comprised between the deactivationof fluvial processes, which took place after 14,500 BP and probably before the beginning of the Holocene, and the lagoontransgression. As the latter apparently interested the study area only in post roman times, pedogenesis could act for 8000 – 12,000years. The definition of the pedogenetic nature of the weathering features is based on macro- and micromorphological observations,associated with physico-chemical analyses. The palynological analysis shows that the caranto level is characterized by a very low pollencontent. The Late Holocene lagoonal deposits which cover the caranto palaeosol have dominant subtidal / intertidal mud flat andsalt marsh facies, within a context of varying water salinity probably related to river inputs. The presence of a slightly pedogenized level developed in a salt marsh environment, indicates a hiatus in the deposition of the lagoonal sediments. Two radiocarbon datings of the organic O horizons of this soil in two cores show that this discontinuity is of medieval age. Furthermore, they provide a reliable chronostratigraphic support to the determination of the recent relative sea level rise. This latter has been estimated 2.3 m since 1055 – 954 calBP to present day in Porto Marghera, EniRisorse area, and 1.1 m since 640 – 592 cal BP to present day in Porto Marghera - Fusina,ABIBES area.

Nel corso di questa ricerca sono stati studiati dal punto di vista stratigrafico, paleopedologico e palinologico le carote provenienti da 4 sondaggi ubicati al margine interno del settore centrale della Laguna di Venezia, tra la foce del F. Dese e Porto Marghera, per una profondità massima di 15 m dal piano campagna.In accordo col contesto stratigrafico generale già definito in numerosi studi precedenti, i depositi lagunari olocenici ricoprono qui, con spessore esiguo, una serie fluviale datata 21.000 – 18.000 BP. Il record pollinico di questi sedimenti è caratterizzato da piante idrofile(Typha, Potamogeton, Nymphaea ...), tipiche di ambienti palustri riferibili all’ultimo pleniglaciale e al tardiglaciale. Inquadrando i depositi fluviali nell’ambito della pianura veneta centrale, si evince che il sistema sedimentario attivo nell’area di studio era quello tardopleistocenico del Brenta (megafan di Bassano), in aggradazione fino al tardiglaciale. Al tetto dei depositi alluvionali è presente il livello alterato,sovraconsolidato, con screziature e noduli carbonatici, conosciuto nell’area lagunare con il nome di “caranto”. Mediante uno studio paleopedologico, e comparando i risultati con le caratteristiche dei calcisol presenti sulle superfici distali del megafan di Bassano inprossimità della laguna, è stato possibile confermare la natura pedogenetica delle figure di alterazione che lo contraddistinguono. Il“caranto” è stato dunque interpretato come un suolo sepolto, che si è sviluppato sui depositi di esondazione del tratto distale del megafandi Bassano. L’arco temporale per la sua formazione è compreso tra la cessazione dei processi fluviali, avvenuta successivamente a14.500 BP e, probabilmente, prima dell’inizio dell’Olocene, e l’ingressione lagunare. Nell’area di studio quest’ultima è attribuibile alperiodo post romano, e dunque l’intervallo complessivo durante il quale la pedogenesi ha potuto agire è di 8000 – 12.000 anni. L’analisipalinologica ha mostrato che nel “caranto” il contenuto in polline ha valori estremamente bassi, probabilmente a causa della distruzionedei granuli durante la pedogenesi.I depositi lagunari indagati, riferibili all’Olocene recente, presentano prevalentemente facies di fondo lagunare / piana intertidale e dipalude salmastra (barena / salt marsh), con evidenza di fluttuazioni nella salinità dell’acqua, probabilmente dovute all’alterno influssodei fiumi che sfociavano in laguna. La presenza di un livello debolmente pedogenizzato in ambiente di palude salmastra, indica l’esistenzadi una lacuna stratigrafica all’interno della serie lagunare indagata. Due datazioni al radiocarbonio degli orizzonti organici di questosuolo in due diverse località, indicano che tale hiatus ricade in età medievale. Questi dati cronostratigrafici permettono, inoltre, difornire una stima del recente innalzamento relativo del livello marino, pari a 2.3 m da 1055 – 954 cal BP al presente nell’area EniRisorse di Porto Marghera, e 1.1 m dal 640 – 592 cal BP al presente nell’area ABIBES di Porto Marghera - Fusina.

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