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Early to middle Pleistocene changes of the italian flora and vegetation in the light of a chronostratigraphic framework

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 16(1bis), 2003, 19-36
Autore/i:
Adele BERTINI
Abstract:

Palynological data from selected Pleistocene Italian sites are presented. The chronostratigraphic framework of floral and vegetationalevents illustrates the development of cooler climates during the Early and Middle Pleistocene. Floral and vegetational response to glacial/interglacial cycles, as well as major floristic and vegetal replacements (e.g. Taxodiaceae, Cathaya, Tsuga) are analysed with special attention to latitudinal and altitudinal gradients and to the different physiography of Italy. The pollen flora shows marked changesboth at the beginning of the Pleistocene as well as at the time of the Mid-Pleistocene climate transition, when a major decrease in temperature,during steppe and forest phases, occurred. Alternations of Artemisia steppe and temperate to warm-temperate deciduous forest mark the overall glacial-interglacial vegetation changes in Italy. Glacials, however, do not correspond to dramatic drops of moisturein Northern Italy. Cycles here are characterized by the alternating spread of deciduous broad-leaved forests and altitudinal coniferous forests (mainly Picea) with no significant occurrence of steppe vegetation. Several sites from northern, central and southern Italyare described; reference sections permit correlations also of sites with poor time-diagnostic content. The quality of data is crucial in theapplication of advanced methodologies in palynology for reliable climate quantifications as well as for the elaboration of vegetation paleomaps.

La palinologia rappresenta, potenzialmente, un importante strumento per la ricostruzione paleoambientale durante il Pleistocene.Durante questo intervallo di tempo la composizione floristica e la vegetazione sono ancora diverse da quelle presenti attualmente; uncomplesso melange di taxa aventi oggi una distribuzione geografica separata domina infatti le associazioni palinologiche. Numerosi taxa, ancora presenti nel nostro paese (e.g. Quercus, Picea, Abies), sono associati ad altri aventi invece una distribuzione asiatica e/oamericana (e.g. Taxodiaceae, Cathaya, Tsuga, Carya). Il progressivo fenomeno di raffreddamento, già cominciato durante il Pliocene,determina la progressiva scomparsa dei taxa relativamente più termofili come ad esempio Taxodiaceae, Cathaya, Parrotia persica,Tsuga, Cedrus e Liquidambar. Tali scomparse si verificano, nei diversi paesi europei e del litorale mediterraneo, in modo diacrono risultando fortemente influenzate da diversi gradienti climatici; la scomparsa delle Taxodiacee, avviene in modo tempo-trasgressivo all’interno della stessa penisola italiana. Tali eventi, possono, perciò, essere utilmente usati, solo se inseriti all’interno di un quadro cronostratigrafico di riferimento. La necessità di integrazione del record palinologico con altri strumenti stratigrafici è ribadita anche dal caratterespesso discontinuo di alcuni record così come dalla variabilità della vegetazionale locale. L’integrazione con elementi tempo-diagnosticiquali la tefrostratigrafia o la magnetostratigrafia consente di inserire gli eventi ecobiostratigrafici in uno schema temporale; in tal modoessi diventano a loro volta elementi tempo-diagnostici in grado di migliorare la risoluzione stratigrafica; cio’ rende possibile anche un loro corretto utilizzo per la definizione e la caratterizzazione di unità climatostratigrafiche e di biozone. In tal modo la palinologia diventa uno strumento efficace ed indispensabile per le ricostruzioni stratigrafiche e paleoambientali. Le diverse successioni italiane analizzatein questo lavoro di sintesi sono state selezionate sulla base della qualità del dato pollinico e della presenza di un adeguato quadro cronostratigrafico di riferimento. Ciò ha consentito di tracciare, in accordo con i cambiamenti relativi alla latitudine, altitudine e alle diversecaratteristiche fiosiografiche dei siti analizzati, la risposta della flora e della vegetazione ai cicli glaciale/interglaciale (G/I) durante ilPleistocene inferiore e medio. La palinoflora, già depauperata all’inizio del Pleistocene, subisce un progressivo ulteriore impoverimentoin corrispondenza della transizione climatica del Pleistocene medio quando un’importante diminuizione della temperatura marca sia lefasi forestali che steppiche. In Italia, i cicli G/I determinano, generalmente, un’alternanza tra una vegetazione di tipo aperto prevalentementesteppica (ad Artemisia) sotto un clima arido da fresco a freddo ed una forestale dominata dalle latifoglie decidue sotto un climaumido e caldo-temperato. Tuttavia, nessuna importante diminuizione dell’umidità con conseguente espansione della vegetazione steppicaè stata registrata durante i glaciali, nei siti dell’Italia settentrionale; qui, infatti, i cicli G/I sono caratterizzati dalla contrapposizionetra foreste di conifere di altitudine (principalmente a Picea) e foreste di latifoglie decidue. L’analisi floristica e vegetazionale delle diverse successioni analizzate evidenzia la buona potenzialità di alcune di loro a costituire delle sezioni di riferimento rappresentative delle diverse aree chiave della nostra penisola (nord, centro, sud). La definizione e la calibrazione dei principali eventi floristici e vegetazionalifacilita le correlazioni sia a piccola - con sezioni geograficamente vicine a quelle di riferimento, non provviste di nessun altro supportocronologico – che a grande scala. I dati selezionati potranno essere efficacemente utilizzati nell’ambito delle quantificazioni climatiche e per la ricostruzione di paleomappe di vegetazione; entrambi questi approcci sono già stati applicati con successo a siti neogenici.

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