Pollen data for a biostratigraphy of LGM in the venetian Po Plain

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 16(1), 2003, 21-25
Autore/i:
Antonella MIOLA, Diego ALBANESE, Gianna VALENTINI & Livio CORAIN
Abstract:

During the last forty years many works have been published on sedimentary sequences from the planitial area of north-eastern Italy.Many Authors refer about stratigraphic sequences which contained peat layers at different depths from the ground level. Radiocarbondating of peats has been given ages ranging from 22,500 to 18,000 yr BP. The area with suitable conditions for the formation of peat,seems to cover all the Venetian planitial area for a brief period of time during the LGM. We are interested in the microfossil content ofLGM peats, because it can contribute to the definition of past local hydrological conditions. We would like to answer to the following questions: i) can we say that the same type of vegetation has formed the LGM peats? ii) can we hypothesize that the same hydrological conditions were established during LGM in the plain? iii) can we use the peat horizon as a biozone for the Venetian Plain? We approach the topic by analysing new pollen data of peat sediments from a coastal area at the north of the Venice Lagoon, by means of a new statistical method of data analysis, namely the NonParametric Combination of Dependent Permutation (NPC) Tests (Pesarin, 2001).The statistical analysis of pollen data does not include the pollen records from other sites (Tab.1), since they are not entirely reported inliterature; therefore a successful comparison was not achievable. The NPC Test results confirm that there aren’t significant differences between the peat sediments. Hence we can assert that the area was mostly covered by Cyperaceae and Poaceae, and this confirm our hypothesis. Some other herbaceous taxa were present and many taxa of Fungi, Algae and Mosses. Studies for the identification of the latter and other plant fragments are in progress and they will lead to a finer characterization of the plant community.

Elementi palinologici per una biostratigrafia dell’ultima espansione glaciale nella pianura padano-veneta.Negli ultimi quarant’anni sono stati pubblicati molti risultati di ricerche su sequenze sedimentarie provenienti dall’area planiziale dell’Italia nord-orientale. Molti Autori hanno segnalato la presenza di strati torbosi di un’età compresa tra i 22.500 e i 18.000 a B.P., aprofondità diverse dal livello di campagna. Ciò suggerisce l’ipotesi che condizioni adatte alla formazione di torbe si siano instaurate inun’area che copriva gran parte della pianura veneta per un breve periodo di tempo in corrispondenza dell’ultima massima espansione glaciale (LGM). Lo studio dei microfossili vegetali contenuti nelle torbe può contribuire alla ricostruzione delle condizioni idrologiche incui si formarono le torbe e a rispondere alle seguenti domande: i) un unico tipo di vegetazione ha formato le torbe LGM della pianuraveneta? ii) possiamo ipotizzare che le stesse condizioni idrologiche si siano instaurate nella pianura durante l’ultima espansione glaciale?iii) l’orizzonte torboso può essere considerato una biozona per la pianura veneta? Abbiamo iniziato ad affrontare queste problematiche analizzando nuovi dati pollinici ottenuti dall’esame di torbe estratte in quattro sondaggi eseguiti nell’area costiera a nord dellaLaguna di Venezia. I dati pollinici sono stati confrontati attraverso un nuovo metodo di analisi statistica, il Non Parametric Combination of Dependent Permutation (NPC) Tests (Pesarin, 2001), al fine di verificare l’esistenza di differenze tra i contenuti pollinici dei diversi campioni torbosi. I dati pollinici di altri Autori (Tab.1) non sono stati compresi nell’analisi eseguita, perché riportati solo parzialmente negli articoli pubblicati. L’NPC Test non ha individuato differenze tra i dati pollinici delle torbe esaminate, quindi possiamo ipotizzare chel’area a nord della Laguna di Venezia fosse occupata da una comunità di piante erbacee produttrici di torbe, caratterizzata dalla prevalenza di Cyperaceae e Poaceae, dalla presenza di Callitriche, Caltha palustris, Hydrocharis morsus-ranae, Menyanthes trifoliata,Lemna, Myriophyllum verticillatum, Nuphar luteum, Potamogeton subg. P. type e da molti taxa di funghi, alghe e briofite. Il riconoscimentodi quest’ultimi, la cui analisi è tuttora in corso, sarà di ulteriore aiuto nella ricostruzione dell’intera comunità vegetale.

Abstract (PDF)