Italian Plio-Pleistocene mammal biochronology and correlation with marine sequences: three case studies

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Collocazione:
Il Quaternario Italian Journal of Quaternary Sciences, 16(1), 2003, 15-20
Autore/i:
Raffaele SARDELLA, Chiara ANGELONE, Giancarlo BARISONE, Claudia BEDETTI, Emanuele DI CANZIO, Federica MARCOLINI & Enrico SQUAZZINI
Abstract:

The use of the biochronological units, based on the occurrence and evolutionary degree of the mammals, in the correlation between marine and continental sequences, in some cases enables a more detailed definition of the age of the sequences, but in other cases shows a more complex framework. In this paper three case studies will be pointed out: Mandriola (Sardinia, Early Pliocene-Middle Pliocene boundary), Lower Valdarno (Tuscany – Plio-Pleistocene boundary) and Tiberino River Basin (Umbria - Pliocene Pleistocene boundary).Biochronological criteria can be considered a very useful tool to infer age determination in the case of Mandriola fossiliferous site. The interpretation of the marine and non marine fossil record of Lower Valdarno and Tiber River Basin lead to two different scenarios: 1) the Italian peninsula can be considered as a refugium area for the Pliocene taxa, which survived until the earliest Pleistocene; 2) the age ofdeposits previously referred to Early Pleistocene has to be considered older (Late Pliocene).

Le unità biocronologiche, basate sulla comparsa e sul grado evolutivo delle diverse associazioni a mammiferi, rappresentano un importante strumento per la correlazione tra le sequenze marine e quelle continentali. In alcuni casi questa metodologia di lavoro porta a una maggiore definizione dell’età del deposito e della sequenza stratigrafica; in altri, invece, le unità biocronologiche mettono in evidenza un quadro più complesso. In questo lavoro vengono presi in considerazione tre casi di studio: Mandriola (Sardegna - passaggio Pliocene inferiore-medio), il Valdarno Inferiore (Toscana – passaggio Plio-Pleistocene) e il Bacino Tiberino (Umbria – passaggio Plio-Pleistocene).I criteri biocronologici si sono rivelati uno strumento assai utile per definire con maggior dettaglio l’età di un deposito fossilifero nel caso del sito di Mandriola. L’interpretazione dei ritrovamenti paleontologici provenienti dalle successioni marine e continentali del Valdarno inferiore e del Bacino Tiberino conducono alla definizione di due scenari: 1) la penisola Italiana come area rifugio per taxa pliocenici,qui sopravvissuti sino alle prime fasi del Pleistocene; 2) l’età di depositi in precedenza attribuiti al Pleistocene Inferiore deve essere considerata più antica (Pliocene Superiore).

Abstract (PDF)